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Le città soffocano ma c’è chi sosta col motore acceso
Carpi | 06 Ottobre 2017

Nell’indifferenza generale sono scattate domenica 1° ottobre le misure antismog previste dal Piano regionale per la qualità dell’aria in vigore fino al 31 marzo. Per la maggior parte della popolazione il problema sussiste solo quando gli inquinanti superano i limiti e c’è da improvvisare la danza della pioggia. Eppure di inquinamento si muore: l’Italia con 1.500 decessi prematuri per milione di abitanti paga un conto più salato degli altri paesi europei all’inquinamento atmosferico. E la Pianura padana più del resto d’Italia. Mal di testa, irritazione a occhi naso e gola, asma, malattie cardiovascolari, cancro ai polmoni: l’incidenza degli inquinanti sulla salute non basta per scardinare abitudini consolidate o irrinunciabili comodità e non ci si rende conto dei costi sanitari che possono arrivare a diversi punti di PIL. Negli ultimi decenni la qualità dell’aria delle nostre città è andata progressivamente migliorando e il trend degli sforamenti del tetto di inquinanti è calato dai 150 giorni del 2006 alla cinquantina di giornate dell’anno scorso anche  grazie a un mix energetico più favorevole, a carburanti migliori, alla diffusione di tecnologie di abbattimento di emissioni sempre più efficaci ma, in base al report La sfida della qualità dell’aria nelle città italiane di Fondazione Sviluppo Sostenibile (https://www.fondazionesvilupposostenibile.org) nove europei su dieci sono esposti a livelli eccessivi di Pm 2,5 e ozono mentre il cambiamento climatico in atto potrebbe incidere negativamente sull’inquinamento atmosferico. L’Italia non è comunque in linea con i nuovi obiettivi europei al 2030 di riduzione delle emissioni e l’area del bacino padano viene indicata come particolarmente critica: per questo, per la prima volta quest’anno, il Piano regionale per la qualità dell’aria contiene azioni condivise con Lombardia, Piemonte e Veneto chiamate a rispettare le medesime regole (http://www.carpidiem.it/liberiamolaria).  A Reggio Emilia si è deciso per un giro di vite nei controlli ma col rischio di incontrare la reazione di quei cittadini che si lamentano per l’inadeguatezza del trasporto pubblico o per la mancanza di incentivi per l’acquisto di un’auto nuova. L’appello alla ragionevolezza e alla maggiore consapevolezza vale per tutti ma intanto si potrebbe cominciare col sanzionare chi sosta in strada col motore acceso.

Sara Gelli


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