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Sconfiggere i terroristi in punta di Corano
Carpi | 03 Ottobre 2017

Per sconfiggere il terrorismo, limitarsi all’uso della forza non basta. A fianco delle misure repressive, infatti, occorre combattere l’estremismo ‘in punta di Corano’, per così dire, e rispondere ai proclami della propaganda jihadista richiamando alla corretta interpretazione del testo sacro e dei precetti della religione musulmana: questo il cuore del messaggio che Hussain Mohi-ud-din Qadri, esperto di questioni religiose ed esponente di primo piano del mondo islamico sunnita, ha portato domenica scorsa al Circolo Graziosi di Carpi, davanti a una platea di centinaia di persone, donne e uomini, intervenuti all’evento organizzato dall’associazione islamica Minhaj-ul-Quran per presentare Fatwa contro il terrorismo e attentati suicidi, saggio di 600 pagine scritto dal fondatore dell’associazione Mohi-ud-din Qadri. “Il terrorismo nasce sul piano delle idee, ed è dunque anche su quel piano che dobbiamo contrastarlo – ha spiegato Qadri – ma per riuscirvi non basta limitarsi a condannare. Una persona contagiata dalle idee dell’estremismo non la si può affrontare limitandosi a condannarla. Occorre, invece, spiegare, versetti alla mano, perché chi esercita violenza cercando di dare una giustificazione religiosa alle proprie azioni sia, in realtà, totalmente al di fuori della fede musulmana, e questo secondo la maggioranza degli esperti in materia”. A introdurre l’ospite sul palco, l’intervento della giovane Aisha Ali, che ha sottolineato come l’Islam imponga di rispettare e garantire il diritto alla sicurezza e al culto anche di chi professa altre religioni, e questo anche nei paesi musulmani. Insieme a tanti fedeli giunti da Carpi e dintorni  anche altri da varie parti d’Italia come Arezzo, Brescia e Milano, anche una nutrita rappresentanza delle autorità del territorio, invitate sul palco: il parlamentare Edoardo Patriarca, il sindaco Alberto Bellelli, l’assessore Milena Saina, i membri della Consulta per l’Integrazione, il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Carpi Alessandro Iacovelli, don Rino Bottecchi come delegato del vescovo, esponenti di Migrantes e Roberto Giardiello della Cisl. “Conosciamo  Minhaj-ul-Quran non da oggi – ha dichiarato il sindaco Bellelli – ma da tanto tempo. Vorrei ricordare, tra i tanti episodi, quello che ha visto i membri di questa associazione protagonisti durante i giorni del terremoto, quando misero a disposizione centinaia di tende, e cibo, per aiutare persone in difficoltà, di qualsiasi etnia e confessione religiosa. Questi sono esempi concreti di come le sfide di un mondo complesso siano da affrontare insieme a tutti gli uomini di buona volontà”. A fargli eco, le parole di Qadri: “dobbiamo operare per l’armonia di tutte le comunità religiose e per la pace e l’integrazione. Se ci impegneremo senza riserve, forse le prossime generazioni potranno vedere un mondo migliore di quello che abbiamo davanti ai nostri occhi”.

Marcello Marchesini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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