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Il volontariato sopravvivrà?
Carpi | 28 Settembre 2017

I capelli dei volontari si fanno sempre più bianchi. Un fenomeno diffuso a cui non sfugge nemmeno la nostra città. Ed è proprio per cercare di correre ai ripari affinché il volontariato non scompaia che la Fondazione Casa del Volontariato promuove (col patrocinio dell’Unione delle Terre d’Argine e del Comune di Carpi) Volontari in azione - Strumenti per il futuro del no profit: quattro serate per fornire ai volontari delle associazioni dei territori di Carpi, Novi e Soliera gli strumenti teorici, motivazionali e pratici per invertire la crisi del Terzo settore.  “Le questioni del ricambio generazionale - spiega il presidente della Casa, Nicola Marino - della capacità comunicativa e di quella di formazione e coinvolgimento delle associazioni di volontariato non sono ulteriormente procrastinabili. Se vogliamo che il Terzo settore continui a essere florido occorre muoversi ora, con determinazione e rapidità, senza voler mettere la testa sotto la sabbia bensì guardando a ciò che di meglio si può fare, perché il volontariato rappresenta una parte importante del welfare italiano in generale, e di quello del nostro territorio in particolare, e sarebbe davvero difficile pensare a un Paese in cui questo fondamentale apporto fosse seriamente ridimensionato”. Il mondo e la società, sono cambiati, gli fa eco il consigliere Carlo Alberto Fontanesi, “quindi, se vogliamo attrarre nuove leve, dobbiamo a nostra volta mutare mentalità e approccio. Spesso siamo noi vecchi volontari a ostacolare l’avvicinamento dei giovani. La propensione al volontariato esiste ed è ancora forte  ma dobbiamo trovare, insieme, nuovi modi per promuovere un patrimonio che va coltivato e incentivato”. Per Fontanesi non esiste più il volontario a tempo pieno: “tutti abbiamo impegni lavorativi stringenti e magari oneri famigliari di cura onerosi. Ecco perché la gestione del tempo libero dev’essere ripensata. Ognuno di noi deve cambiare atteggiamento ed essere accogliente per favorire così l’ingresso di nuovi volontari e, al contempo, dare futuro alle associazioni a cui appartiene”. Sodalizi che, ricorda l’assessore Daniela Depietri, “non sono una proprietà privata di coloro che li costituiscono. Le associazioni sono come i figli: fatichi a farli crescere ma poi, arriva il momento in cui devi lasciarli andare”.  Il mondo del no profit deve dunque evolversi e un modo per rispondere a un contesto sociale del tutto mutato e connotato da uno spiccato individualismo potrebbe essere quello di “lanciare un concetto nuovo di volontariato non legato a un’associazione specifica bensì a un determinato campo d’azione”, spiega l’assessore Depietri. Con questo ciclo di incontri, la Fondazione Casa del Volontariato intende dunque aiutare le associazioni in questo sforzo di rinnovamento, fornendo strumenti concreti per trovare e accogliere positivamente nuove forze e individuare prospettive di crescita. “Un percorso di formazione seminariale che oltre a sollecitare la nascita di nuove idee e a metterle in circolo, ha un forte valore aggiunto, ovvero la possibilità di aiutare le associazioni a darvi gambe, anche attraverso un eventuale sostegno economico”, sottolinea il consigliere Mirco Pedretti. Una “sfida al cambiamento”, conclude Nadia Bonamici, a cui il mondo del no profit non può più sottrarsi.

Jessica Bianchi


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