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Strade degradate: sono ricomparsi i divieti
Carpi | 02 Agosto 2017

Sono ricomparsi (foto di Andrea Artioli) i divieti di transito per bici e veicoli a due ruote lungo la Statale Romana Nord. "Posso immaginare - scrive Andrea - che sia un provvedimento che tuteli la sicurezza ma l'alternativa che collega Carpi a Novi per chi vuol utilizzare una bici ,e mi riferisco a via Remesina , non mi pare morfologicamente tanto più sicura…"

Sono oltre 100 i tratti di strade provinciali modenesi dove la Provincia ha introdotto limitazioni al traffico a causa del degrado del fondo che si traducono in quasi 200 chilometri con limiti di  velocità per motivi di sicurezza, oltre cinque chilometri di strade chiuse al transito per frana e 24 chilometri con divieto di transito a mezzi a due ruote. Tra queste  la sp 413 tra Carpi e  Novi chiusa alle due ruote per degrado del fondo.

A fronte di queste necessità, di quanto dispone la Provincia? Per manutenzioni, sfalci, tappeti, risagomature e trattamenti superficiali il budget è sceso dagli oltre sei milioni all'anno del 2004 al milione e mezzo del 2016.

Per il 2017 le risorse a disposizione sono leggermente aumentate solo grazie alla vendita di immobili di proprietà, ma comunque insufficienti.

«I prelievi dello Stato - ha evidenziato il presidente della Provincia Giancarlo Muzzarelli - anche quest'anno arriveranno a 37 milioni su circa 61 milioni di entrate dell'ente; dal 2103 abbiamo versato allo Stato oltre 125 milioni di euro provenienti dalle imposte pagate dai cittadini modenesi, in particolare automobilisti, visto che si tratta di quote di Rcauto e di Ipt, che avrebbero tutto il diritto di usufruire di una viabilità adeguata.  Una viabilità in queste condizioni - ha aggiunto Muzzarelli - penalizza un territorio che sta facendo enormi sforzi per uscire dalla crisi e intercettare la ripresa oltre a ridurre i margini di sicurezza, a fronte delle pesanti responsabilità per gli amministratori previste dalla nuova legge sull'omicidio stradale. La situazione delle Province - ha ricordato Muzzarelli - è ormai diventata un caso nazionale che deve esser affrontata dal Parlamento per adeguare il quadro istituzionale al risultato del referendum, senza ritornare alle vecchie Province, ma consentendoci di funzionare. In questi ultimi anni abbiamo assistito a un rinnovato centralismo fiscale e burocratico che penalizza i territori. E bene ha fatto il presidente Bonaccini - ha concluso Muzzarelli - a riaprire con il Governo il confronto sul tema dell'autonomia nei rapporti con lo Stato, un'azione che sosteniamo come territorio».


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