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Con la musica per arrivare al cuore
Carpi | 21 Luglio 2017

“Senza musica la vita sarebbe un errore”, scriveva il celebre filosofo tedesco Friedrich Nietzsche parlando di un tema a lui molto caro, tanto che pochi sanno che fu, oltre che amico di Richard Wagner, anche compositore. E queste parole sembrano riassumere bene la passione che anima la vita di Paola Guagliumi: insegnante di pianoforte e canto originaria di San Possidonio, Paola ha fondato la sede carpigiana di Arte, Cultura & Tecnologia, un’associazione nata allo scopo di operare insieme alle giovani generazioni in questi campi. “Vorrei che, intorno a me, si formasse un gruppo di giovani che, ognuno nel proprio campo e secondo le proprie passioni e attitudini, operasse per trasmettere l’amore per l’arte e la cultura”. In particolare, naturalmente, la musica, che sarà uno degli elementi centrali: “sono molto interessata a come suono, melodia ed emozioni si intrecciano tra loro, ed è questo che vorrei trasmettere ai ragazzi. Il bello della musica non sta solo, o tanto, nella performance, nell’eseguire il più velocemente possibile quel che c’è scritto su di uno spartito, ma nel poter interpretare le intenzioni dell’autore, esprimerle attraverso il proprio talento e farle arrivare al cuore degli ascoltatori”. Paola, che segue tre allievi, sta anche portando avanti un’esperienza molto bella presso la pediatria oncologica a Milano: “sono già stata lì diverse volte, e opero insieme a 50 giovani, e per me è davvero meraviglioso. Il mio desiderio è soltanto quello di donare e non potendo farlo attraverso le mani, perché non sono un medico, cerco di farlo con il cuore e le note, ed è straordinario”. Al centro, dunque, sempre il sentimento, soprattutto nell’epoca dei ‘talent show’, in cui sembra invece predominante una spasmodica ricerca della performance e del talento inteso come mezzo per superare gli altri: “l’importante è che passi l’emozione, la pelle d’oca. Far entrare Bach, Beethoven, dentro di me, elevarmi grazie alle meraviglie che hanno saputo creare, comprenderne le minime sfumature. Questo, per me, rappresenta la musica”.
Marcello Marchesini


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