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Il buongiorno si vede dal mattino
E tutti vissero gentili e contenti | 20 Luglio 2017

Il buongiorno si vede dal mattino, predicavano i nostri nonni. Gente legata a filo doppio alle tradizioni, ai proverbi, ai luoghi comuni. Uomini e donne fedeli alle dimostrazioni pratiche, poco inclini a vaneggiamenti o cabale bizzarre. E nonostante noi lo ripetiamo spesso per sentito dire, difficilmente ci soffermiamo a coglierne l’essenza.
Da qualche tempo, riflettendoci su, devo riconoscere che è davvero così.  Perché un buon inizio si porta dietro un prezioso carico di buoni auspici, che di questi tempi, diciamocelo, fan davvero comodo.
In questi giorni in cui la morsa del caldo si beve gran parte della nostra pazienza, la gentilezza è improvvisamente a rischio. E il mattino è il momento dell’oro, della quiete, di quel poco di fresco di cui possiamo godere in una estate che ci sta mettendo a dura prova.
Esiste un’oasi di gentilezza che ho scoperto di recente ma che ha l’aria di essere così da anni e pare sia totalmente imperturbabile e impassibile al caldo e al freddo. Un luogo che trasmette sapore di antico e magico.
Probabilmente da quando Cristian e Lilly, nel 2012, decidono di investire risorse, denaro e sogni in un angolo minuscolo piazzato alla prima periferia di Carpi. Un cantuccio di piccole dimensioni, difficile farci stare anche uno sbadiglio, degli avventori del mattino. Complicato da far funzionare perché ai frequentatori di bar piace la comodità vera, il parcheggio a un metro dall’ingresso, il posto a sedere, il silenzio, il giornale, il servizio veloce e magari pure lo sconto alla fine. E la sfida si fa complicata. Ma decisamente interessante. Quindi Cristian, dall’alto del suo metro e 90, si ricava il suo piccolo spazio dietro la macchina del caffè da cui spunta solo la testa. E un sorriso largo. Ogni mattina, immancabile, inesorabile, imperdibile. E già dopo pochi giorni tu sei una di loro e ti senti chiedere: “Elisa, il solito?”.
Quindi ti sposti e sbirci la vetrina in cerca di qualcosa che ti colpisca. Quello strappo alla regola che sai di non poterti concedere quasi mai, e dietro a quel panorama di nuvole dolci, ecco spuntare un altro sorriso. Come in una caccia al tesoro a cui non sapevi di partecipare, Lilly ti aspetta e ti chiede: “Una vuota, poco cotta?”. A cui rispondi, Sì grazie, perché rinsavisci e sai di non poter sommare calorie a quel dolcissimo buongiorno. A volte proprio non resisti e dichiari ad alta voce che questo cerchio di coccole, questa cura dell’anima, il nocciolo di quiete in un mondo di totale caos è oltremodo impagabile.
Poi ti accomodi dove trovi posto e lo scovi anche dove di spazio proprio non ce n’è. Vedi occhi che ti invitano a sederti, perché nella piccola oasi lo spazio si inventa e qualcuno si scosta per farti passare.
Capita di incontrare Fausto, uomo dalla nobiltà d’animo sterminata che ti bacia su una guancia già dal mattino dopo averti conosciuto e che si preoccupa se non ti vede il giorno seguente. Si racconta, ti racconta agli altri e crea un cerchio che ti abbraccia e il cui residuo permane per ore e ore.
E sono passati poco più di cinque minuti!
Ti puoi accomodare perché Tamara consegna il tuo premio direttamente al tavolo e non manca mai di mostrarsi buffa e irresistibile. O ancora Enrico, Gabriele, Flora o Roberta gioviali e giullari già di prima mattina.
Chiacchieri con la catena di astanti dei quali riconosci lo stato d’animo simile al tuo, anche se di loro non sai proprio nulla. Ma ahimè il “tempo dei croissant” ha durata breve, il dovere chiama, e lasci il posto ai commensali che continuamente entrano, anche loro alla ricerca dei loro bocconi di gentilezza.
E ti nasce spontaneo raccogliere i piatti, come faresti a casa tua e appoggiarli al bancone dove trovi sempre un piccolo spazio in cui infilarti per ricevere il tuo “grazie”. Se poi sei fortunato, arriva Daniele che prima di uscire fa il baciamano a tutte le donne del locale, destreggiandosi nel girone dei golosi con grazia davvero inaspettata.
Quasi dispiace uscire quindi indugi sui commiati, ti inventi qualcosa per fermarti sulla soglia altri due minuti a riguardarli tutti, quei sorrisi lievitati al naturale.
Fai i tuoi due passi in più, saluti chiunque vedi entrare invidiandolo un po’ perché si prenderà quel posto così confortevole che hai lasciato da poche manciate di secondi e ti rassegni, sorridendo perché sai che in fondo non manca molto al prossimo cappuccino, al prossimo girotondo di sorrisi, al prossimo tour nell’oasi della gentilezza.
E capisci quanta ragione aveva tuo nonno nel dirti che il mattino ha l’oro in bocca.
Elisa Cattini

 


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