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Il Made in Carpi che conquista il mondo
Carpi | 15 Luglio 2017

“Credo che, sebbene la crisi si sia fatta sentire per tutti, il mercato reggerà. Il nostro è ancora un territorio ricco, e quindi chi qui ha un’impresa si trova a operare in un buon contesto, fatto di persone serie, laboriose, precise e puntuali anche nei pagamenti. Il futuro non sarà semplice, la competizione si farà sempre più dura, e avverrà per forza di cose una scrematura tra le aziende, la quale lascerà a terra quelle meno capaci di stare al passo con i tempi, a vantaggio delle realtà più forti, innovative e organizzate, perché nel mondo contemporaneo si richiede di tenere insieme qualità ed estrema rapidità di consegna”: a parlare è Stefano Cattini, titolare, a Santa Croce, di Cattini Industrie Grafiche, azienda di etichette in bobina che vanta una tradizione illustre. Era il 1960, infatti, quando i genitori la fondarono e, 46 anni orsono, si trasferirono nella storica sede di Santa Croce. “Oltre che nel campo delle etichette in bobina in ambito alimentare, della cosmesi, della detergenza e del vino, da sempre operiamo anche in quello degli accessori, packaging, etichette e cartellini per abbigliamento – spiega Stefano – e nell’ultimo decennio siamo cresciuti così tanto che cinque anni fa si è reso necessario, per questioni di spazio, dividere i due rami d’azienda, con i miei fratelli, Cristina e Simone, i quali a loro volta hanno aperto, a Limidi, la SC Print, e oggi entrambe le attività contano 15 dipendenti ciascuna”. Per garantirsi una solida posizione di mercato, capace di resistere agli urti delle congiunture economiche più complesse, l’azienda guidata da Stefano ha sempre investito in tecnologia ed esperienza: “all’interno dell’alimentare, che rappresenta senza dubbio la fetta più consistente del nostro fatturato, l’aceto è, ovviamente, considerata la zona, uno dei prodotti principali. Operiamo in tutto il mondo, anche con clienti importanti come Coop, Lidl e Ponti. Sebbene le merci che etichettiamo viaggino anche migliaia di chilometri, restiamo tuttavia legati, per la maggior parte, a prodotti italiani che vengono poi esportati un po’ ovunque, anche in Corea, per esempio”. Ma non in Cina, perché quello alimentare è un settore delicato, e c’è molta attenzione all’origine e alla provenienza delle materie prime, cosa che, là, non sempre è garantita. Anche perché, su questo aspetto Stefano è categorico, nel campo in cui opera la qualità paga: “nei nostri prodotti è davvero una componente essenziale. Ci si chiede di vestire un bene – che sia una bottiglia, un recipiente, un vasetto – ed è come se avessimo a che fare con un capo d’abbigliamento, perché come l’abito differenzia una persona, così l’etichetta può far propendere per l’acquisto di un tipo di detersivo, per fare soltanto un esempio, rispetto a un altro”. Anche per questo, l’innovazione costante è una condizione imprescindibile: “ora stiamo entrando nella stampa in digitale e con quest’ultima abbiamo toccato tutte le tipologie possibili”. Insomma, la realtà di Cattini Industrie Grafiche appare solida, sorretta da esperienza, qualità e innovazione, anche se, ammette Stefano, “le istituzioni potrebbero davvero fare di più, perché la burocrazia non aiuta e in un mondo ipercompetitivo come questo ogni rallentamento rischia di essere fatale”. Stefano pare, in ogni caso, andare incontro al futuro con moderato ottimismo, non disgiunto da un sano pragmatismo, perché il successo lo si costruisce con i piedi ben piantati per terra.

Marcello Marchesini


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