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Dritta al cuore dei ragazzi
Carpi | 14 Luglio 2017

Per diventare dei bravi scrittori occorre prima di tutto leggere tanto, e lei di libri ne legge più di un centinaio all’anno. Per parlare di adolescenti è necessario conoscerli, magari standoci insieme in classe e dialogando con loro come fa lei al Liceo. Benedetta Bonfiglioli, classe 1975, lettore editoriale per Mondadori Ragazzi nonché professoressa di Letteratura Inglese, racconta: “nella mia giornata non mancano mai un libro, il caffè e il computer che già da tempo ha sostituito i pennarelli colorati. Amo il rumore della pioggia, i vestiti neri e, follemente, Mr Darcy” (ndr il protagonista maschile di Orgoglio e pregiudizio, J. Austen).

Nel 2012 è uscito il suo primo romanzo Pink Lady, ed. San Paolo, vincitore del premio Ciak! Si legge. Come è avvenuto il passaggio da lettrice a scrittrice?

“Tra il 2010 e il 2011 ho praticamente vissuto di lettura e alla fine di quasi duecento manoscritti letti, è stato naturale provare a scrivere il romanzo che avrei voluto leggere. Pink Lady è nato così, insieme alla protagonista Anna a cui si deve il titolo del libro”.

In questo romanzo c’è anche molto del suo Paese e delle sue origini. Quanto c’è di autobiografico in ciò che scrive? Ce n’è qualcuno in cui la protagonista la rappresenta?

“Nei miei romanzi non c’è praticamente nulla di autobiografico, ma le mie impronte digitali sono ovunque. Ambiento spesso le mie storie nella terra dove vivo e dove sono nata, chi mi conosce bene scorge senza fatica dettagli conosciuti tra le pieghe dei personaggi e dei luoghi. Tra i tanti personaggi che popolano i miei romanzi quello che mi rispecchia di più è paradossalmente l’unico che non ho inventato, ma che è esistito davvero: Emily Dickinson”.

Ha già pubblicato cinque libri, di cui uno scritto a quattro mani con Luigi Ballerini (Tutto il cielo possibile): tutti per un target young-adult. Come mai ha scelto di scrivere proprio per i teenager?

“Scelgo come protagonisti gli adolescenti perché sono la parte di umanità che preferisco, perché hanno un’ampiezza di sentire che sento molto affine e vivono la complessità dell’essere invincibili e fragili nello stesso momento”.

Cosa vogliono trovare i ragazzi di oggi in un libro?

Umberto Eco diceva che chi legge vive mille vite, chi non legge solo una. I ragazzi di oggi sono gli stessi di sempre, anche se appesantiti da orpelli tecnologici che complicano non poco le loro dinamiche relazionali. Da quello che vedo quando li guardo, mi pare che desiderino il bello, il vero, l’infinito. I ragazzi che leggono sanno trovare il tempo di guardare dentro di sé, oltre se stessi, nell’altro, in alto”.

Nel suo ultimo romanzo In attesa di un sole. L’amore immaginato di Emily Dickinson, edito da Mondadori, unisce la sua passione per la poesia inglese con l’inarrestabile voglia di scandagliare i sentimenti degli adolescenti. Quali sono le costanti che li contraddistinguono a distanza di due secoli?

“Riconosco lo stesso desiderio di volare e lo stupore nell’accorgersi di avere le ali per poterlo fare”.

Continuerà a scrivere per gli adolescenti o le piacerebbe sperimentare un nuovo genere?

“Sto lavorando a un nuovo romanzo che, sebbene abbia per protagonista un’adolescente, sperimenta un genere per me nuovo. In futuro, mi piacerebbe scrivere un giallo, è da sempre il mio genere preferito”.

Chiara Sorrentino


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