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Un gruppo in salute che guarda al futuro con fiducia
Carpi | 13 Luglio 2017

Il Bilancio economico 2016 di Aimag chiude con un utile positivo, a dimostrazione della buona salute del gruppo, come sottolinea la presidente della multiutility, Monica Borghi. “Il valore della produzione del Gruppo si attesta intorno ai 223 milioni con un margine operativo lordo di oltre 50 milioni (+7 milioni rispetto all’anno precedente). Crescono anche il margine operativo netto (che vale 25 milioni) e l’utile netto salito a 17, con un incremento di 5,5 milioni rispetto al 2015. La posizione finanziaria netta migliora, confermando il trend positivo degli ultimi anni e il PFN/MOL (il rapporto tra Posizione Finanziaria Netta e Margine Operativo Lordo misura la capacità e i tempi di rimborso del debito finanziario) si mantiene stabilmente sotto il 2. Indicatori che ci rendono competitivi - prosegue la presidente - e ci danno ampio margine d’azione per affrontare con successo il futuro. Il Consiglio di Amministrazione, unitamente alla direzione, sta lavorando alacremente per individuare nuove linee di sviluppo”. Malgrado la proprietà pubblica di Aimag stia ancora tentennando sul futuro della municipalizzata, “il Piano industriale è pronto e le nostre idee chiare” assicura Monica Borghi.  “Al momento i comuni soci hanno chiesto un’ulteriore integrazione ai potenziali partner, industriali e finanziari, che hanno manifestato interesse nei nostri confronti chiedendo loro di presentare un Piano industriale strategico per poter poi prendere una decisione maggiormente consapevole. La procedura è aperta fino al 22 luglio: sino ad allora i giochi sono ancora aperti”. La flessione registrata nei ricavi, che passano da 229 (nel 2015) a 223, legata alla “riduzione dei volumi venduti di gas a causa dell’inverno particolarmente mite, è stata però contenuta dal contributo compensativo apportato dalla diversificazione dei settori in cui opera il Gruppo e, in particolare, dall’attività finalmente a pieno regime del digestore anaerobico di Fossoli, il cui rendimento è ben al di sopra delle nostre aspettative. Differenziare l’attività - sottolinea il direttore generale Antonio Dondi - è infatti fondamentale per abbassare il rischio d’impresa e, allo stesso tempo, ridurre considerevolmente l’indebitamento, sceso a 57 milioni (erano 85 nel 2011). In soldoni, pur consapevoli delle sfide e delle difficoltà che lo attendono, il Gruppo può vantare una buona riserva di capacità di investimento. “Numerosi i fronti sui quali proseguiremo il nostro impegno - garantisce il direttore - a partire dalla tutela del campo acquifero di Rubiera: considerata la vicinanza al Secchia infatti, è al vaglio degli enti competenti un progetto di allargamento delle casse di espansione del fiume, per ridurre il rischio alluvioni. Noi stiamo vigilando affinché tale progetto non contamini le falde. Ci impegneremo poi nell’ulteriore efficientamento dei nostri impianti, soprattutto per quanto riguarda la dotazione tecnologica, nella realizzazione di un altro digestore anaerobico a Massa Finalese, nel portare a termine i lavori del quarto lotto della discarica di Fossoli e nell’estensione entro la fine dell’anno a tutti gli undici comuni del bacino servito da Aimag della tariffazione puntuale per quanto riguarda la gestione dei rifiuti. Un modello quello della tariffa puntuale che ci caratterizza con forza e speriamo possa renderci competitivi e appetibili quando Atersir indirà il nuovo bando per il servizio rifiuti nel nostro territorio”. Una sfida, quella della gestione dei rifiuti, che si somma a quella legata alla gara per la concessione della distribuzione del gas: “il nostro basso indebitamento - ha concluso Antonio Dondi - ci porrebbe nella condizione di presentarci persino da soli. Opzione del tutto teorica naturalmente, in quanto riteniamo che la partecipazione con un partner assicuri maggiori condizioni di competitività e la possibilità di programmare forti investimenti anche in altri settori”. La gara, fatta per ambiti territoriali, nel nostro caso Modena 1, vede in campo due giocatori, seppure dal diverso peso, Aimag da un lato ed Hera dall’altro. Chi vince ha l’obbligo di indennizzare il gestore uscente per il valore delle sue reti di distribuzione. Ergo, se vincesse, Aimag dovrebbe versare al colosso bolognese oltre 100 milioni di euro. Le due società, lo abbiamo ripetuto più volte, non possono presentarsi in modo associato alla gara per motivi legati alle normative vigenti e all’Antitrust: poiché l’una è una partecipata dell’altra, (ricordiamo che nel 2009, Hera ha acquisito il 25% di quote di Aimag per un valore di 36 milioni di euro) e perché le due multiutility sono le sole a spartirsi la torta della distribuzione del gas nell’ambito Modena 1. Jessica Bianchi


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