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Lo smercio illecito dei rifiuti nel mirino dei Carabinieri di Carpi
Carpi | 12 Luglio 2017

Aspettano l'orario di chiusura, tagliano la rete, si introducono nei centri di raccolta rifiuti e, indisturbati, fanno man bassa di materiali da ripiazzare poi sul mercato. Un malcostume annoso e al quale i Carabinieri di Carpi, comandati dal capitano Alessandro Iacovelli, hanno deciso di rivolgere la propria attenzione, anche in considerazione della consitente mole di ruberie registrate dall'inizio dell'anno. Da gennaio a oggi, infatti, nei due centri di raccolta di via Lucrezio e via Pezzana, sono stati conferiti, tra gli altri, 339 batterie al piombo, 384 frigoriferi e circa 29 tonnellate tra piccoli elettrodomestici ed elettroutensili (Raee). Di questi “preziosi” rifiuti è stata fatta una vera e propria razzia: scomparse del tutto le batterie, asportati, nel 98% dei casi, i motori dei frigoriferi e rubate circa 4 tonnellate di elettrodomestici o parti di computer. Ieri sera, alcuni Militari dell'Arma si sono nascosti all'interno dei centri di raccolta. Pochi minuti dopo la chiusura, in via Lucrezio, due uomini hanno tagliato la recinzione e preso 15 batterie, ma questa volta l'epilogo non è stato quello sperato: mentre i due complici stavano caricando il bottino in auto infatti, i Militari dell'Arma sono intervenuti, arrestandoli con l'accusa di furto aggravato. A essere stati pizzicati in flagranza di reato, un solierese 61enne e un tunisino 39enne residente a Carpi. “I furti all'interno dei Centri di raccolta stanno aumentando in modo esponenziale – spiega Paolo Ganassi, dirigente dei Servizi Ambientali di Aimag – per tale motivo abbiamo chiesto l'aiuto e la collaborazione dei Carabinieri. Dopo le minacce fatte da certi individui ai nostri operatori e ai cittadini per farsi consegnare i rifiuti conferiti, siamo stati costretti a ricorrere alle guardie giurate per tutelare la sicurezza di tutti durante gli orari di apertura. Tra i vari rifiuti ve ne sono alcuni particolarmente appetibili, dalle batterie al piombo (il piombo ha un alto valore di mercato) ai motori dei frigoriferi (vi sarà evidentemente un circuito parallelo di recuperatori del ferro disposti a pagare), il cui furto provoca notevoli danni: i ladri non solo danneggiano i nostri impianti ma compromettono la loro sicurezza e quella ambientale, maneggiando rifiuti pericolosi. Per cercare di contrastare il fenomeno, oltre agli appostamenti preziosi dei Carabinieri, cercheremo di organizzare i servizi in modo che tutti i giorni, a fine turno, i rifiuti più appetibili vngano portati direttamente nei rispettivi impianti di trattamento”. Ma l'impegno della Compagnia dei Carabinieri di Carpi si sta concentrando anche su un altro fronte, ovvero i furti di materiale ferroso, fenomeno in forte ascesa anche sul nostro territorio. Ieri notte i Militari hanno fermato nella Bassa modenese, nei pressi di Medolla, un uomo di origini turche e residente nel reggiano, intento a trasportare sul suo camion qualche tonnellata di oggetti in ferro e ghisa, oltre a pezzi di elettrodomestici e batterie al piombo. L'uomo è stato denunciato per gestione non autorizzata di rifiuti pericolosi. Salgono così a una decina, dall'inizio del 2017, i casi accertati dai Carabinieri di trasporto non autorizzato di materiale ferroso il che la dice lunga su quanto, dietro a tale tipologia di illecito, vi sia un fiorente mercato illegale. Gravissimo anche quanto accertato dai Carabinieri presso la ditta Centauro di Soliera, specializzata nella produzione di macchine per la lavorazione del legno: ieri, intorno alle 4,30 del mattino sono scattate le manette per tre uomini, di 63, 61 e 39 anni, rispettivamente di Carpi, Campogalliano e Camposanto. I tre, di cui due dipendenti dell'azienda dotata di una Divisione Fonderia adibita alla produzione di getti in ghisa, sono stati pizzicati mentre caricavano un camion con alcune tonnellate di ghisa e rottami. Il malaffare durava da tempo: da anni i camionisti portavano la ghisa affinchè venisse fusa ma, con la compiacenza di un addetto allo scarico e del responsabile del deposito dell'azienda, parte di tale materiale veniva poi ricaricato affinché fosse rivenduto a cifre astronomiche (fino a 5 euro al chilogrammo). I proventi venivano poi equamente divisi tra i complici. Anche per loro i giochi sono finiti grazie ai Carabinieri di Carpi, i quali continueranno comunque a vigilare su un fenomeno, quello dello smercio illecito di materiale ferroso, in continua ascesa.

Jessica Bianchi


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