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Con Adolfo Lugli i bambini imparano a guardare
Carpi | 10 Luglio 2017

I bambini nascono per essere artisti estremamente creativi anche perché si concedono la possibilità di cambiare il ritmo dei passi, consentono allo sguardo di vagare ma poi hanno un buon colpo d’occhio, si concentrano su qualcosa per esplorarlo più da vicino e per il tempo che ritengono necessario. Accostarsi all’arte per loro diventa un gioco serio se si lega questo processo all’educazione allo sguardo, all’imparare a guardare. I bambini della Scuola d’infanzia I Girasoli hanno avuto una guida d’eccezione in questo percorso: l’artista carpigiano Adolfo Lugli che ha proposto loro durante gli ultimi tre mesi di scuola, in collaborazione con le insegnanti, il progetto Alfabeto della visione. Come ha fatto a ‘domare’ quasi cento bambini dai tre ai cinque anni d’età? “Con la magia dell’arte. E’ impensabile ma i bambini hanno capito tutto perfettamente” ride Adolfo. Dopo aver posizionato un grande foglio bianco per terra, Adolfo Lugli ha disegnato un cerchio al suo interno come se quello fosse l’interno dell’occhio. “Tutto è iniziato da un puntino nella carta, come se l’occhio stesse guardando una stella nel cielo, un punto di riferimento per orientarsi nella carta come nella visione” spiega Adolfo Lugli utilizzando il medesimo vocabolario col quale ha parlato ai bambini. “Da quel puntino partono, come dal sole, lineari onde elettromagnetiche che viaggiano nello spazio e portano fino ai nostri occhi, lo spettro completo dei colori che vediamo nell’arcobaleno”. Punti che diventano sequenze di punti e poi segni. Adolfo Lugli ha così introdotto i bambini alla visione di opere d’arte delle correnti artistiche dei Puntinisti, dei Macchiaioli e degli Impressionisti. “Inizialmente i bambini avevano difficoltà a lavorare per l’abitudine a mescolare materiali e colori” ma il risultato finale è straordinario. Alfabeto della visione è diventata una mostra allestita presso Fotostudio Silmar in viale Carducci a Carpi.  Al termine dell’anno scolastico Adolfo Lugli si è soffermato sulla magia della riproducibilità delle immagini nella Xilografia e nella Serigrafia Industriale, “dove il valore dell’unicità si riproduce all’infinito, come le opportunità che l’Alfabeto della visione offre a chi ne conoscerà la struttura”. Così con vecchi rulli in gomma di quelli da imbianchino utilizzati negli anni passati per dipingere sui muri al fine di riprodurre l’effetto delle carte da parati, i bambini hanno prodotto xilografie uniche da un disegno di una rosa.

Sara Gelli


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