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“Non ci arrenderemo alla paura”
Carpi | 07 Luglio 2017

L’Odissea, Il piccolo principe, Lo Zahir di Paulo Coelho e una poesia di Khalil Gibran: sono questi i quattro testi – un classico della letteratura occidentale, un romanzo amato da generazioni di ragazzi in tutto il mondo, un notissimo autore contemporaneo di origini brasiliane e uno dei più celebri poeti della tradizione mediorientale del Novecento – scelti, in maniera niente affatto scontata, da Sabrine Mansour, Nada Mess, Yousra Riahi e Nouha Hammouda per animare la terza edizione della Festa dell’Amicizia: la giornata, promossa dalla Consulta per l’Integrazione dell’Unione delle Terre d’Argine, ha visto riunirsi domenica scorsa presso il Centro Sociale Graziosi di Carpi, oltre 300 persone. Insieme ai tanti italiani, anche numerosi membri delle varie comunità straniere del territorio. Una festa allegra e colorata, dove alle letture si sono alternati balli tradizionali indiani, danze africane e tanta voglia di conoscersi e stare insieme. Elementi, questi, che sono il primo antidoto alla paura e alla logica della contrapposizione, come ha sottolineato il sindaco di Carpi e assessore ai Servizi sociali dell’Unione Alberto Bellelli: “il fatto che ogni anno ci ritroviamo qui in numero sempre crescente fa capire come il lavoro della Consulta sia importante e debba continuare. Ringrazio quanti si sono spesi per rendere così bella questa giornata e vorrei chiedervi di ricordarvi la nostra Costituzione e, in particolare l’articolo 3, quello che stabilisce come tutti i cittadini abbiano pari dignità sociale e siano eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali. Qui, oggi, lanciamo un messaggio chiaro: non ci arrenderemo alla paura, a chi vuole dividerci, a chi crede di poterci mettere gli uni contro gli altri”. A fargli eco, le parole del presidente della Consulta per l’Integrazione, Ousmane Cissé, che ha ricordato come siano numerosi i progetti in campo. Tra questi, anche la seconda edizione di SaluteInMigrazione, che quest’anno sarà dedicato ad affrontare, con le varie comunità straniere, i temi della pediatria di comunità e della salute della donna. La Festa dell’Amicizia è stata promossa, per volere delle stesse comunità straniere, in occasione della fine del mese di Ramadan, periodo di penitenza e purificazione per tutti i credenti musulmani, ma non legata esclusivamente a questa ricorrenza, come ha sottolineato Patricia Abban, cittadina ghanese: “questo è un momento aperto a tutti. Credenti musulmani, cattolici e non credenti. Non siamo uniti dalla nostra fede ma dalla volontà di vivere gli uni a fianco degli altri in pace e rispetto. Dal desiderio di essere amici. Momenti come questi, sebbene non bastino, rappresentano alcuni dei tasselli che andranno a comporre il mosaico della società futura”.
Marcello Marchesini


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