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Referendum Aimag: le ragioni del Sì
Carpi | 06 Luglio 2017

Il 10 settembre la comunità carpigiana - gli aventi diritto sono tutti i cittadini che hanno compiuto il sedicesimo anno di età, italiani e stranieri residenti da almeno un anno in città - è chiamata a recarsi alle urne per esprimere il proprio parere circa le sorti di Aimag. Non mancare a questo appuntamento referendario per il Comitato Acqua Pubblica è un dovere per salvaguardare la multiutility di casa nostra allontanando così la possibilità che questa venga incorporata in Hera, colosso bolognese all’interno del quale “i comuni soci non decidono quasi nulla - spiega il portavoce del Comitato Roberto Galantini - poiché l’unico imperativo è quello di far fare soldi agli azionisti di borsa”. Referendum che, malgrado sia stato indetto dopo la raccolta di oltre 3mila firme, potrebbe non mettere una pietra tombale sulla controversa e annosa questione: “il Regolamento Comunale - prosegue Galantini - stabilisce che, a prescindere dal risultato referendario, sia il sindaco ad avere l’ultima voce in capitolo. Malgrado il primo cittadino possa sovvertire quando deciso dalla consultazione popolare, recarsi alle urne è comunque fondamentale. Se nel corso degli anni il Comitato non si fosse messo di traverso, rendendo evidente la contrarietà della collettività alla vendita di Aimag, probabilmente la nostra municipalizzata sarebbe già di proprietà di Hera. Inoltre è lecito pensare che il sindaco Alberto Bellelli non dimostrerebbe certo saggezza nell’andare contro la volontà della cittadinanza…”. Compatta la posizione delle forze politiche di opposizione cittadine (Arletti Roberto del gruppo Misto, Fratelli D’Italia, Lista Civica Carpi Futura, Lega Nord e Movimento 5 Stelle) e del Comitato circa la data scelta dall’Amministrazione per la consultazione: “una scelta infelice che dimostra una evidente volontà di boicottare l’evento. Un ostruzionismo - sottolinea Galantini - teso a limitare la partecipazione dei cittadini affinché certe decisioni vengano prese esclusivamente nelle sale dei Consigli Comunali. Nonostante in agosto Carpi sia semivuota, noi faremo del nostro meglio per informare la cittadinanza tramite banchetti, cene di autofinanziamento e volantinaggi (per maggiori informazioni potete consultare la pagina Facebook Comitato per l’acqua pubblica) poiché se Aimag finisse in mano a Hera le ripercussioni sulla comunità sarebbero enormi e, pertanto, ciascuno deve poter far sentire la propria voce, in modo consapevole, su una possibilità sostanzialmente irreversibile e dalla quale è pressoché impossibile tornare indietro”.
In caso di fusione o incorporazione di Aimag in Hera le ricadute sul territorio in termini di servizi e indotto occupazionale sarebbe rilevanti: “Hera - continua Galantini - ha legami economici con società, alcune delle quali particolarmente chiacchierate, operanti al di fuori del nostro territorio a differenza di Aimag che, al contrario, investe i propri ricavi in aziende locali, rappresentando anche un forte volano economico, oltre a rispondere alle istanze dei comuni soci”. Vari gli enti pubblici che stanno cercando di invertire la rotta dopo aver ceduto alcuni servizi, dal gas all’acqua, ai rifiuti, a grandi aziende come Iren o Hera: “il Comune di Forlì, dopo aver perso ogni forma di controllo sulla gestione del servizio rifiuti e sugli investimenti, sta tentando di riappropriarsene. I comuni della provincia di Reggio Emilia dal canto loro, nel 2015, avevano tentato di riprendere il controllo sul servizio idrico, oggi in carico a Iren, per poi rinunciarvi a causa degli altissimi costi”. Il rischio che corriamo qualora Aimag fosse fagocitata da Hera, conclude il portavoce del Comitato Acqua Pubblica, è “quello di veder peggiorare la qualità del servizio, a fronte di tariffe più salate. E, ancora, si azzererebbe la capacità di controllo dei comuni soci poiché a prendere le decisioni sarebbe un consiglio direttivo che rende conto solo agli azionisti di borsa. Votare Sì a questo referendum è fondamentale” per salvaguardare un patrimonio, quello di Aimag, sano e vicino ai cittadini.
“Il 10 settembre noi voteremo Sì - ribattono forze di Opposizione e Comitato - perché riteniamo che Aimag abbia tutte le carte in regola per partecipare alla gara del gas ed eventualmente per fare delle ATI - Associazioni Temporanee di Impresa per migliorarsi sul mercato odierno e poterci dare un servizio sempre migliore”.
Jessica Bianchi

 

 

 


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