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Torna insieme all’estate la piaga dell’abusivismo nella ristorazione
Carpi | 05 Luglio 2017

Circoli che organizzano feste culinarie per centinaia di persone, agriturismi che mettono in piedi eventi con catering esterni, associazioni che organizzano punti di ristoro in occasione di eventi sportivi, sagre che dietro il paravento della promozione delle eccellenze agroalimentari fanno ristorazione tout court: è questo, il panorama della “ristorazione parallela” che caratterizza da settimane anche il territorio carpigiano.
“Da anni denunciamo in tutte le sedi e in tutte le “salse” il fenomeno delle tante e sempre più rigogliose “zone grigie” nel comparto della ristorazione - commenta Tommaso Leone, presidente cittadino di Confcommercio - ma con l'arrivo della bella stagione, l'”offerta parallela” e spesso abusiva nel settore si ripresenta più forte che mai”. E’ un mercato, quello della ristorazione abusiva, che ha assunto, anche a Carpi, dimensioni rilevanti: recenti stime fanno ritenere che valga circa il 15%  di quello ufficiale, per un volume di affari annuo di alcuni milioni di euro. I numeri elaborati negli scorsi giorni a livello nazionale evidenziano come le attività che offrono servizi di ristorazione senza i dovuti vincoli di legge - sagre, bar e ristoranti in agriturismi, circoli culturali e sportivo-ricreativi – sviluppino un fatturato annuo pari a 5.2 miliardi, di cui 1.7 miliardi generati dai "ristoranti in agriturismo", 1.6 dai bar e ristoranti presenti nei circoli culturali, 1.3 da quelli presenti nei circoli sportivi e ricreativi, 560 milioni infine dalle sagre.
“Bisogna comprendere - puntualizza Leone - che ristoranti in falsi agriturismo, bar-ristoranti in circoli culturali o in circoli sportivi-ricreativi aperti però al pubblico e finte sagre, fanno male al mercato legale alterandone le regole di sana concorrenza, e naturalmente anche all'erario, visto che sottraggono alle casse pubbliche, ogni anno, solo per la nostra provincia, decine di milioni di euro. E’ evidente - rincara Leone - che mettere queste attività sullo stesso piano di quelle regolari, facendole uscire dal buco nero dell'abusivismo, significherebbe non solo ripristinare le corrette regole del gioco, ma anche poter recuperare risorse da destinare, ad esempio, a progetti di sviluppo, a investimenti, così come all'abbattimento, parziale, della tassazione su imprese e cittadini”.
L'auspicio è dunque che gli enti preposti mettano in campo ogni sforzo per arginare e scoraggiare l'”offerta parallela” nel comparto della ristorazione carpigiana.

 

 

 


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