Iscriviti alla newsletter

Sfoglia il giornale ovunque tu sia e in qualsiasi momento, iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana Tempo sulla tua e-mail.

×
…E Voi che CuCina siete?
Sesto Elemento | 04 Luglio 2017

“Siamo indecisi se abbattere quella parete per mettere in comunicazione la CUCINA con la zona pranzo e soggiorno… cosa ne pensate?”.
Ci chiedono Dora e Carlo.
Nelle costruzioni degli Anni ’50 e ’60, parlando delle forma, si ritrovano delle ampie cucine con tinello annesso, quelle che noi in gergo chiameremmo “cucine abitabili”. Sono nettamente separate da un muro con il resto della casa.
Con l’evolversi dell’arredamento e, probabilmente, degli usi e costumi, negli Anni ’90 si è passati alla fusione dell’ambiente cucina con gli ambienti pranzo e soggiorno. Si è venuto a creare un “open space” in cui lo spazio è diviso in aree (cucina, pranzo, soggiorno e ingresso) senza separazioni fisiche nette. La disposizione dei mobili della cucina non è più quella perimetrale a “L” o a “C” adiacente alla parete. S’introducono le isole o le penisole con zone break dove si può fare uno spuntino comodamente seduti su alti sgabelli. La cucina, e l’isola in particolare, assume il ruolo di un oggetto di arredamento che richiede, però, ampi spazi di utilizzo. Si vedono meno pensili, a favore di comodi cassettoni estraibili e ad esempio, arrivano nuovi materiali per i piani di appoggio (gres porcellanato).
“Oggi, qual è la tendenza?” chiede Dora.
“Ci richiedono entrambe le soluzioni”, rispondiamo.
Difficile rispondere se sia meglio o peggio una cucina aperta o chiusa, dipende da chi vivrà questo spazio e solo conoscendo il cliente, ascoltando le sue esigenze potremmo cucirgli addosso la Sua soluzione.
E’ un cuoco provetto che non vuole far vedere le proprie ricette e i procedimenti agli invitati?
Probabilmente un open space non fa per Lui.
Siamo particolarmente estroversi e ci piace parlare con i nostri ospiti mentre cuciniamo? E’ ovvio che si opterà per una cucina aperta, perché il nostro modo di essere ci porterà verso questa scelta.
E’ importante sottolineare che non esiste una soluzione giusta o sbagliata ne esiste una più o meno adatta e soddisfacente per il cliente.
Da un punto di vista energetico la cucina è per antonomasia energia, fuoco. La sua funzione è quella di preparare il cibo è ed collegata allo stomaco nella Medicina Tradizionale Cinese. Secondo il Feng Shui, il posizionamento dei fuochi dev’essere in una posizione protetta in modo che il cuoco abbia tutta la stanza sotto controllo. La funzione acqua, legata alla zona lavaggio, dev’essere lontana almeno 40-60 cm dall’area cottura.
Non è facile dare indicazioni sui colori senza aver visto un caso specifico e soprattutto il contesto. In linea generale, il Feng Shui richiede superfici opache perché il lucido fa contrarre i muscoli e quindi ci fa allontanare e,  soprattutto in cucina, sono da escludere i colori acidi (che richiamano il deterioramento del cibo) e i colori fluorescenti.
E Voi che CuCina siete?


Altre notize della rubrica Sesto Elemento

Scarica l'App
Il giornale
in edicola
Sfoglia il giornale
Rubriche del Tempo
Altre notizie