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“Questa riorganizzazione rende l’ospedale Ramazzini più forte”
Carpi | 29 Giugno 2017

Gentile Direttore,  abbiamo letto, con viva sorpresa, l’articolo apparso sul suo giornale Tempo dal titolo “Cosa resterà del Ramazzini?” a firma Jessica Bianchi. A questo proposito vogliamo precisare  alcune cose che purtroppo nell’articolo non emergono in modo chiaro dando così la possibilità ai lettori di questa importante testata del territorio di essere informati del lavoro che abbiamo svolto e che svolgeremo quali componenti della cabina di regia della Conferenza Territoriale Socio Sanitaria a favore della sanità provinciale tutta. Il percorso di fusione degli Ospedali modenesi (Baggiovara e Policlinico) coincide con una riorganizzazione provinciale  della rete ospedaliera. Questo è un passaggio fondamentale perchè si possano concretizzare nell’immediato futuro  quelle sinergie e strategie  atte a garantire la miglior risposta in ambito sanitario.
La Conferenza Territoriale Socio Sanitaria, a cui partecipano tutti i sindaci della provincia,  all’inizio del progetto di unificazione  dovutamente  condiviso con la Regione Emilia Romagna , ha costituito una “cabina di regia” presieduta dai copresidenti Muzzarelli  (sindaco di Modena ) e Bellelli (sindaco di Carpi) coadiuvata  in primis dalle Direzioni Generali di entrambi le Aziende Sanitarie (Ospedaliera-Universitaria e Territoriale). Oltre a tutte le associazioni sindacali, all’interno della cabina sono state identificate alcune figure “tecniche” per ogni area geografica provinciale (Nord, Centro e Sud) che potessero avanzare e analizzare le proposte, facilitando le scelte all’interno di un complesso percorso strategico. Essendo stati individuati dagli organi preposti quali  rappresentanti dell’Area Nord, insieme ai colleghi medici referenti delle altre due macroaree, abbiamo partecipato ai vari passaggi che a oggi  hanno permesso l’approvazione del nuovo piano organizzativo.
Focalizzando l’attenzione su ripercussioni prettamente locali, il processo di unificazione non solo consoliderà le attuali competenze presenti all’interno dell’Ospedale Ramazzini ma porterà, di riflesso, a un potenziamento in termini di qualità delle prestazioni erogate. Le sinergie con l’Ospedale S.Maria Bianca di Mirandola risultano essere fondamentali in un concreto progetto di Area, avendo peraltro già in atto collaborazioni e percorsi condivisi da molte figure professionali. Diversi Primariati o strutture  Dipartimentali sono a “scavalco” (Cardiologia, Anestesia, Oncologia, Fisiatria/Riabilitazione, Chirurgia, Nefrologia) e molte altre discipline quali l’Otorinolaringoiatria, l’Oculistica, l’Urologia e la Neurologia garantiscono una costante presenza professionale su entrambi i nosocomi  dell’Area Nord. Sicuramente questo modello, che porterà inevitabilmente a definire una diversa vocazione dei due ospedali,  racchiude tutte quelle potenzialità e opportunità che mai come ora ci saranno offerte. Senza volerci calare nell’articolazione delle piattaforme specialistiche comuni, sia in ambito di Area e sia nel contesto Provinciale, risulta fondamentale richiamare al centro del progetto le varie figure e responsabilità professionali. A nostro avviso troppo spesso si colpevolizzano le istituzioni politiche locali e territoriali in merito a  percorsi e  scelte fatte in sanità. L’attrattività di un ospedale o di un reparto, qualora siano state messe a disposizione le necessarie risorse tecnologiche e umane, deriva dalle competenze e dalle capacità organizzative di chi vi opera. La volontà di collaborare fra le varie equipe mediche e sanitarie, compresa la disponibilità di offrire il proprio contributo  su più sedi, dovrà essere il punto di svolta  per garantire prossimità nella risposta ai principali bisogni dei cittadini e pazienti. La cabina di regia ha ben compreso che la fusione tra i due importanti nosocomi Policlinico e Baggiovara potesse avvenire solo dando alla rete provinciale dignità e valenza che per Carpi si  sono concretizzate attraverso l’avvio dei concorsi per Primario di Oculistica, Anestesia- Rianimazione, Pediatria, Emergenza Urgenza e mediante l’assunzione di medici in reparti quali Pronto Soccorso, Rianimazione, Pediatria, Nefrologia. Si è inoltre ottenuto un potenziamento delle figure infermieristiche e degli operatori sanitari all’interno dell’ospedale così come son stati dati ad alcuni servizi, quali ad esempio l’Endoscopia Digestiva, una propria autonomia organizzativa, delle risorse umane e un adeguato ammodernamento tecnologico-strutturale.
Dal punto di vista della collocazione territoriale, è indubbio che la funzione dell’ospedale si è differenziata e si dovrà integrare sempre di più con i servizi territoriali. Questo ruolo tiene conto dell’aumento delle malattie croniche (diabete, scompenso cardiaco, insufficienza renale, bronchite cronica) e delle strategie per ridurre i ricoveri ospedalieri. In questa direzione l’Ospedale di Carpi potrebbe assumere il ruolo di coordinatore a livello provinciale di una serie di attività diffuse, come la Cura del Diabete in collaborazione con i Medici di Medicina Generale, la Rete delle cure primarie per la Malattia Renale, la Rete della Cardiologia Pediatrica e Cardiopatie Congenite, diagnostica di secondo e terzo livello nell’ambito della Medicina e Cardiologia dello Sport. In ambito di attività dialitiche, la nuova articolazione  porterà l’assistenza medica nelle sedi periferiche secondo il modello già sviluppato negli ospedali di Carpi e Mirandola, rinforzando attività nefrologiche ambulatoriali orientate alla continuità assistenziale. Un coordinamento Endocrinologico strutturato di Area, con particolare attenzione alle malattie della tiroide, potrebbe  rappresentare un ulteriore elemento di integrazione territoriale, oltre che ospedaliera,  fra Carpi e Mirandola. L’Ospedale di Carpi prefigura quindi un modello ad articolazione complessa, costruito su una componente strutturale (i reparti) e una professionale (gli operatori), in grado questi ultimi di spostarsi in base alle esigenze dei cittadini. E in tal senso le Case della Salute, invece di essere in competizione con l’Ospedale, dovranno costituire un polo avanzato e diffuso di assistenza ai malati.
Emerge quindi da questa riorganizzazione un Ramazzini più forte, ben collocato nella rete ospedaliera provinciale, con un forte ruolo di riferimento e con una precisa identità al servizio non solo dei 200mila cittadini della macroarea Nord ma della provincia tutta.
Ovviamente proseguiremo, sia a vigilare affinché tutto ciò che è stato ottenuto per i due ospedali dell’Area Nord si consolidi nel prossimo futuro, che a proporre soluzioni per un loro ulteriore potenziamento.

Dott. Stefano Cappelli,
Primario UO Cardiologia  Ospedali Carpi e Mirandola – Componente Cabina di regia CTSS

Dott. Giampaolo Papi,
Dirigente Medico Ramazzini, Segretario Anaao-Assomed - Componente Cabina di regia CTSS

 


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