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Amo, verso l’infinito e oltre
Carpi | 16 Giugno 2017

Verso l’infinito e oltre. E’ stato certamente questo lo spirito che ha caratterizzato la quindicesima edizione del Gran Gala Amo. Una serata dal sapore speciale che ha celebrato, con la consueta eleganza e sobrietà, nella straordinaria cornice di Villa Ascari, l’impegno di chi, giorno dopo giorno, si spende per il bene della collettività. “L’Associazione Malati Oncologici di Carpi - ha sottolineato il presidente Paolo Tosi - siamo tutti noi. Senza la generosità dei carpigiani, infatti, noi non saremmo in grado di far nulla”. E, invece, grazie all’attaccamento che la Corte dei Pio continua a dimostrare a questo prezioso e insostituibile pezzo del tessuto associativo locale, Amo è riuscita lo scorso anno a donare all’ospedale Ramazzini una pompa a infusione per la chemioterapia, una tomosintesi per effettuare mammografie in 3D, una bobina per la risonanza magnetica per la diagnosi precoce dei tumori alla prostata e un video laringoscopio per Otorino. “La tomosintesi, in modo particolare, ha consentito di diagnosticare con tempestività due piccolissime neoplasie al seno a una giovane donna di 37 anni: davvero una vittoria per tutti noi”. Ed è proprio sul fondamentale rapporto tra mondo del volontariato e istituzioni che hanno insistito l’assessore alle Politiche sociali Daniela De Pietri e il consigliere regionale del Pd, Enrico Campedelli. “All’Ospedale di Carpi vi sono medici e professionisti meravigliosi: persone - ha sottolineato De Pietri - che mi hanno aiutata a portare la voce e i bisogni del nostro territorio nelle sedi che contano, quelle dove si decide. Grazie a loro e all’aiuto di associazioni operanti in ambito socio sanitario preziose come Amo, sono certa che il nostro nosocomio non potrà che crescere in futuro”. “Il pubblico - ha dichiarato l’ex sindaco Campedelli - non può arrivare ovunque. La sanità è un diritto di tutti e, in quanto tale, dev’essere tutelato e garantito. Nel nostro territorio abbiamo trovato il giusto mix, tra pubblico e privato, per far funzionare tutto al meglio. Il mondo del volontariato rappresenta un capitale sociale imprescindibile, da difendere”. Un patrimonio da salvaguardare con forza, poiché, come aggiunge Stefania Ascari, direttrice del distretto socio - sanitario di Carpi, “i volontari, quotidianamente, fanno più di quanto immaginiamo e lo fanno con il sorriso sulle labbra. Un contributo, il loro, davvero fondamentale”, soprattutto “a fronte dell’evoluzione dei bisogni della società e a risorse pubbliche calanti”, ha ammesso il direttore dell’ospedale cittadino, Mario Meschieri. Un capitale umano dal valore talmente inestimabile da sfuggire a ogni definizione, un poco come “l’infinito. Quell’anelito dell’anima, per dirla con le parole di Giacomo Leopardi, a cui tutti noi aspiriamo”, ha poi proseguito il dottor Fabrizio Artioli. Ed è stato un momento di grande poesia quello offerto dal professor Antonio Zoccoli vicepresidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare: sollecitato dal primario di Oncologia del Ramazzini, Zoccoli ha spiegato con semplicità il “concetto trascendente di infinito”, l’importanza di spostare “il confine della conoscenza sempre un poco più in là”, poiché “i numerosi e spesso insperati passi fatti dalla ricerca oggi, possono garantire domani, nuovi sviluppi e applicazioni pratiche tese migliorare la vita di ciascuno di noi”. A insistere sull’importanza della ricerca e della scienza anche il dottor Artioli che, parafrasando un articolo apparso su una prestigiosa rivista scientifica, ha sottolineato come “alla tendenza di molti a mettere in discussione la scienza, dalle vaccinazioni al global warming, non possiamo far altro che resistere, resistere, resistere”. E dopo la rassicurazione giunta dal notaio Paolo Vincenzi, vicepresidente della Fondazione Cassa di Risparmio (il quale ha garantito che “la fondazione c’è, ed è pronta a sostenere l’Hospice”, nuovo e oneroso impegno preso dall’Amo nei confronti della cittadinanza), il Gran Gala è entrato nel vivo, con la proclamazione degli Amo d’Oro. Un emozionato Armando Turci ha ricevuto la spilla ricordando come la tomosintesi da lui donata “sia stato un investimento fatto nel nome di mia moglie, anche se lei oggi non è più qui non noi. Incentivare donazioni e numero di volontari non è però sufficiente - ha aggiunto - per andare oltre e migliorare davvero occorre prestare ascolto alla voce del volontariato”. Il riconoscimento è poi stato conferito a Rossella Po (assente per impegni) e al presidente di Amo, Paolo Tosi, per “il coraggio che dimostra ogni giorno e per il suo stile”, ha spiegato Annalisa Bonaretti del consiglio dell’associazione. Assegnato dalle mani di Annalisa anche il Premio Donata Testi, giunto alla sua quattordicesima edizione, al dottor Raffaele Sansone, direttore della Radiologia del Ramazzini. “Quest’anno, premiando un medico, - ha spiegato Annalisa Bonaretti - abbiamo deciso di dare un segnale forte, di raccontare un pezzo che funziona della nostra sanità locale e del nostro ospedale.  Abbiamo premiato il talento sociale: Sansone è uomo robusto, capace e appassionato. Il primo ad arrivare e l’ultimo ad andarsene. La sua normale esemplarità rappresenta per noi un valore straordinario”. Tanto sorpreso quanto commosso, Sansone ha replicato con grande semplicità: “io non faccio null’altro che il mio lavoro. Faccio un lavoro normale, come tutti e lo svolgo con passione, insieme a una equipe preparata e cosciente. Grazie per questo riconoscimento, spero di continuare così”. E sulle intense note di alcuni brani della tradizione argentina, Amo ha dato a tutti i suoi ospiti un caldo e sentito arrivederci al prossimo anno.

Jessica Bianchi 


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