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Concentrico: tra pirati e monologhi
Carpi | 15 Giugno 2017

Sono quattro gli appuntamenti in programma nella seconda giornata di Concentrico – Festival di Teatro all’aperto, giovedì 15 giugno a Carpi.
Oltre al proseguimento dello spettacolo del Bus Theater Bus' Rooms - Vita, morte e oracoli, dalle  18 alle 24 in piazza Martiri, e a 20 decibel del Circo El Grito in piazzale Re Astolfo alle  21, il pubblico potrà assistere a Pirati, lo spettacolo per ragazzi di Armamaxa Teatro, e Polvere, il monologo de Il ServoMuto Teatro interpretato da Marzia Gallo.
Due naufraghi su un’imbarcazione di fortuna, in bonaccia, per compagni soltanto il mare, un violino, una fisarmonica, una botte di rhum e i propri fantasmi da annegare. Due condannati alla forca che raccontano di Pirati e uomini liberi, capaci di decidere insieme della loro sorte comune e di chi li guiderà nella tempesta. Alle  19.15 il Cortile d’Onore di Palazzo dei Pio sarà animato dai masnadieri Giuseppe Ciciriello e Piero Santoro, che, con ironia e leggerezza, raccontando le proprie, piratesche avventure, aiuteranno il pubblico a interrogarsi su quali siano i significati di concetti come giustizia, legalità e regole, senza suggerire risposte o pretendere di possedere la verità, ma semplicemente stimolando riflessioni.
Cosa resta di tangibile di una persona dopo che se n’è andata? Ricordi, voci, odori? Principalmente polvere. Soprattutto, polvere. Costituita in gran parte di cellule morte della pelle umana, la polvere comune è ciò che rimane in casa a ricordo di una persona che abbia vissuto in quel luogo. Liberamente tratto dal romanzo Se è una bambina di Beatrice Masini, Polvere sarà portato in scena da Marzia Gallo, per la regia di Michele Segreto, alle  22.15 presso il Cortile d’Onore di Palazzo dei Pio. Vincitore di ben tre riconoscimenti la pièce porta sul palco il dialogo impossibile tra una madre e una figlia, dopo che un evento drammatico le ha separate, un fatto impossibile da nominare e comprendere, nel ricordo di una bambina che non riesce ad accettare la realtà. Le bombe della guerra cadono, e il dolore causato dalla devastazione che si portano dietro è talmente universale e intimo che poco importa sapere di quale conflitto specifico si tratti. Un dialogo con il silenzio, uno scambio di battute tra voci che non si sentono, le parole della bambina e le parole precise, scelte con cura, della madre: binari paralleli, destinati a non incrociarsi mai più. Tuttavia, seppur nell’impossibilità, un contatto che vale la pena tentare. Così gli spettatori si fanno testimoni, se non addirittura tramiti, di un passaggio, tra madre e figlia, vivi e morti, carne e polvere.


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