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Il ribaltone
Carpi | 14 Giugno 2017

E così dopo Pavullo, Finale Emilia e Zocca, che avevano cambiato lo scorso anno le loro storiche maggioranze comunali passando dalla Sinistra al Centrodestra, ora anche il Comune di Novi, tradizionale roccaforte prima comunista poi post-comunista sin dalla Liberazione, dunque da 70 anni,  cambia maggioranza.
Alle Amministrative di domenica la lista civica Noi formata da rappresentanti della società civile trasversali ai partiti tradizionali - tra cui anche ex diessini evidentemente delusi dalle due legislature del sindaco Luisa Turci - ha ottenuto inaspettatamente la maggioranza dei voti dei novesi. Il civico Enrico Diacci è il nuovo sindaco, dopo aver distanziato il Pd di 250 voti.
Sulla base di questo risultato elettorale, la composizione del nuovo Consiglio Comunale novese vede assegnati 11 seggi più il sindaco alla lista Civica, 4 alla lista del Pd e 1 al Centrodestra. In consiglio entrano  i tre capilista, Diacci, Giulia Olivetti e Mario Enrico Rossi Barattini. Il Consiglio verrà convocato per la sua formalizzazione entro dieci  giorni quando verrà presentata anche la composizione della nuova Giunta.  “Speravamo ovviamente nella vittoria – ha detto in conferenza stampa il nuovo primo cittadino – ma c’era incertezza  sul risultato e debbo dire che la nostra lista ha superato ogni più rosea previsione a conferma della bontà del nostro programma: condiviso da elettori che, dopo settant’anni di amministrazioni monocolori e dopo dieci anni di guida del Comune da parte del sindaco Turci, erano stanchi. Noi cercheremo di coinvolgere tutte le associazioni di categoria e professionali, così come il volontariato… vorrò  essere il sindaco di tutti, senza arroganza, per unire il territorio aldilà delle differenze emerse in campagna elettorale che devono essere superate per risolvere insieme i gravi problemi lasciati dalla giunta uscente: i ritardi nella ricostruzione post sisma, la pesante crisi economica che porta a disoccupazione e alla chiusura di aziende, il progressivo spopolamento del Comune, i problemi della viabilità da e per Carpi e il reggiano, una maggiore e più autorevole presenza del Comune di Novi all’interno dell’Unione dei Comuni e a livello provinciale dove proprio il nostro territorio è stato dimenticato, un nuovo rapporto maggiormente sinergico tra Novi capoluogo e le frazioni di Rovereto e Sant’Antonio in Mercadello”.
Diacci ha poi mostrato una raccomandata inviata dalla Lista civica due anni fa al Pd novese mai accettata e quindi mai letta, ora restituita dalle Poste al mittente, mentre copia che era stata inviata al segretario provinciale del Pd Lucia Bursi pur essendo stata aperta non aveva sortito alcuna risposta. Il contenuto della missiva: la richiesta-proposta  di incontri e confronti tra maggioranza  e minoranza consigliare per cercare di risolvere insieme i gravi problemi della comunità. Invito lasciato cadere nel vuoto. “Anche questo modo arrogante e presuntuoso di intendere l’amministrazione pubblica – ha commentato Diacci – è stato punito dall’elettorato”.
Cesare Pradella
 

 


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