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Fossoli ha il primato nella lotta alle zanzare
Carpi | 13 Giugno 2017

Non esiste un trend che possa indicare se la diffusione delle zanzare sia aumentata o diminuita nel corso degli ultimi dieci anni perché “il fenomeno è estremamente variabile” ripete per ben due volte Alberto Bracali, funzionario coordinatore del Settore Ambiente, come a dire che ogni estate è a sè. “Incidono i fattori climatici perché se non piove e c’è secco non inizia il ciclo di vita della zanzara. Alla tigre bastano piccoli ristagni d’acqua per attivare il processo che dallo stadio larvale porta allo sfarfallamento; in un canale sono state trovate uova dormienti, deposte dieci anni fa e ancora attive, della zanzara culex, che nidifica anche vicino a grandi quantità d’acqua  Le uova sopravvivono ai rigori dell’inverno perché le ultime deposte sono diapausanti  e per questo le zanzare in autunno sono più cattive, avendo la necessità di estrarre più sangue per deporre quel particolare tipo di uova”.
Oltre alle condizioni climatiche e ambientali che determinano la presenza dell’acqua indispensabile per lo sviluppo della larva, l’altro fattore fondamentale nella lotta contro le zanzare è “la cura con cui i cittadini effettuano i trattamenti. Il Comune tratta con il larvicida sedicimila caditoie lungo le strade e nelle aree pubbliche ma se nei cortili privati le zanzare proliferano è una battaglia persa”. Una volta al mese, a partire dall’ultima decade di aprile, la ditta specializzata effettua il trattamento che ripeterà per sei volte nonostante la Regione ne abbia disposti solo cinque obbligatori e “se piove in modo consistente vengono fatti trattamenti  a recupero. Laddove il trattamento alle caditoie viene fatto bene, il grado di infestazione scende al 5% ma quando non viene fatto si rinvengono migliaia di uova”
Questo è l’unico modo di contenere la diffusione delle zanzare e i privati che non provvedono sono sanzionabili. I più bravi? Sono i residenti della frazione di Fossoli perché, forse grazie alla forte coesione, hanno ottenuto buoni risultati sul fronte della lotta alle zanzare. “Ci sono amministrazioni comunali che decidono di intervenire anche nei giardini privati occupandosi del trattamento delle caditoie ma tale operazione ha costi enormi per la comunità”.
Molti cittadini chiedono trattamenti adulticidi (per la disinfestazione delle zanzare adulte) ma “vengono predisposti solo in casi di emergenza sanitaria perché si avvelena l’intero ambiente con il rischio poi di favorire generazioni di zanzare più forti e resistenti”. Tra l’altro, dal prossimo anno, in base alle direttive sui biocidi “non sarà più possibile utilizzare, come principio attivo, il diflubenzuron che è stato finora alla base dei prodotti larvicidi, ma ci si dovrà orientare verso un prodotto a base biologica che stiamo sperimentando a Fossoli, a ovest della Remesina, nella zona di via Magazzeno e nella zona Industriale. Un cambiamento importante che però impatterà notevolmente sui costi che aumenteranno perché a parità di trattamenti il principio attivo è notevolmente più costoso. Sarà indispensabile che i cittadini facciano la loro parte, anche nell’interesse delle loro tasche”.
Sara Gelli


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