Iscriviti alla newsletter

Sfoglia il giornale ovunque tu sia e in qualsiasi momento, iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana Tempo sulla tua e-mail.

×
Les enfants terribles
Carpi | 09 Giugno 2017

Paul ed Elisabeth sono due fratelli rimasti orfani, il loro mondo è unicamente la “camera”, regno di giochi e di esperienze visionarie. Paul, quattordicenne all’inizio del romanzo, frequenta il liceo del quartiere, vero punto d’incontro della gioventù locale. Il libro si apre con una giornata nevosa: i ragazzi che escono da scuola si sfidano in una battaglia a palle di neve; Dargelos, il bullo della situazione, nonché mito di Paul, colpisce il ragazzo in pieno petto con una palla di neve, in realtà, forse, un sasso ricoperto, e da qui inizia lo spettacolo. Il ragazzo si sente male; viene invitato a non riprendere più la scuola e così si barrica nella profondità della sua camera, limitandosi a sognare Dargelos. La sorella, ormai diventata infermiera e Gérard, compagno di scuola e orfano anch’egli, si occupano di lui. Elisabeth decide di cercare un lavoro: trova un posto come modella e fa amicizia con la collega Agathe, anch’ella orfana. Ben presto la “camera” si apre anche a lei e si crea un incrocio di simpatie: Gérard ama Elisabeth e Agathe ama Paul… “Paul ed Elisabeth. Il loro rapporto - spiega il regista carpigiano Luca Ghelfi - è tanto singolare da apparire morboso. Inseparabili, vivono nella stessa stanza e passano il tempo a ingiuriarsi e a fare giochi insoliti e provocatori. La nostra scatola scenica è la loro stanza, quella dell’infanzia, dei giochi… diverrà poi in età adulta un luogo nostalgico, di ricordi. Una stanza che cambia di età in età, fino al termine dell’adolescenza. Il pubblico è come se guardasse dentro a quella piccola stanza da fuori, osserva l’azione di quel gioco scenico reale, teatrale; è il gioco nel gioco, è il teatro nel teatro. I nostri personaggi si muovono infreddoliti in un luogo di precoce crescita interiore, di turbamenti adolescenziali, dove vengono travolti dalle curiosità da adulti. Quell’atmosfera invernale, che si percepisce esternamente e internamente è di freddo, di mancanza di calore affettivo, miscelato dal freddo invernale; è forse, probabilmente un Natale senza strenne, senza luci e senza regali”.

 

 

 


Ultime notizie

Scarica l'App
Il giornale
in edicola
Sfoglia il giornale
Rubriche del Tempo
Altre notizie