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Il Palazzo della Regione Piemonte riparte con Cmb
Carpi | 09 Giugno 2017

Ripartiranno il 12 giugno i lavori per la realizzazione del Palazzo unico della Regione Piemonte, grattacielo progettato dall’archistar Massimiliano Fuksas nell'ex area Avio al Lingotto di Torino, fermi dall'autunno 2015 a seguito della liquidazione dell’impresa capofila dell’Ati.
L’8 giugno, il presidente di CMB, Carlo Zini ha annunciato, in una conferenza stampa congiunta col presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, che CMB, in qualità di nuova capofila dell’Ati costruttori, è subentrata nell’appalto e che i lavori si concluderanno in 14 mesi in modo da consegnare l’opera nell’autunno del 2018.
Tale risultato è giunto a seguito di una lunga trattativa nella quale sono state definite le condizioni giuridiche ed economiche del subentro, resa oltremodo complessa dallo stato di crisi di numerose imprese facenti parte del raggruppamento originario. “Va dato atto del grande senso di responsabilità mostrato dai vari soggetti coinvolti al fine di evitare che un tale gioiello architettonico rimanesse ancora a lungo in uno stato di abbandono” ha evidenziato il presidente Zini.
Le opere da concludere valgono circa 23 milioni e riguardano finiture, impianti, pavimenti e rivestimenti dei 42 piani, oltre al completamento della palazzina dei servizi. Oltre alla torre, che è il cuore del progetto, l’intervento comprende infatti diversi edifici destinati a ospitare parcheggi, archivi generali, centro stampa, magazzini, centrali tecnologiche, mensa, centro fitness, centro congressi, biblioteca e asilo nido.
La torre, che attualmente è la più alta d’Italia coi suoi 210 m, si presenta come un volume dall’elegante rigore formale, che si rispecchia nelle linee della facciata continua. La semplicità e pulizia delle linee esterne è in completa opposizione con l’impostazione degli spazi interni: dove una facciata divide in due il volume interno, separando le diverse destinazioni d’uso. Il primo, intorno al nucleo centrale è lo spazio del lavoro, si ripete simile per tutto lo sviluppo della torre a eccezione della presenza dei giardini d’inverno a nord. Il secondo, nella parte a est, a tutt’altezza senza piani intermedi, è lo spazio simbolico e suggestivo che, coi suoi piani inclinati rivestiti in alluminio riflettente, fornisce un volume unitario di grande effetto che caratterizza l’edificio.
Il progetto, che verrà certificato secondo il protocollo ITACA, si contraddistingue per le forti scelte fatte per ridurre il consumo energetico da fonti non rinnovabili. La produzione dei fluidi frigoriferi è affidata a pompe di calore condensate ad acqua di falda e ad assorbitori, mentre il calore è prodotto dalle stesse pompe di calore e dalla rete di teleriscaldamento. L’edificio è in parte un campo solare grazie ai captatori fotovoltaici posti all’interno della vetrata di facciata e dei collettori solari in copertura. Il risultato saranno elevate condizioni di comfort per i 2.000 dipendenti regionali che lo occuperanno, dal punto di vista termico, acustico, illuminotecnico e completa e flessibile fruizione degli spazi.

 


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