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Il diritto di prelazione dell’inquilino in caso di vendita dell’immobile
Avvocato | 22 Maggio 2017

Se il proprietario di un immobile concesso in affitto decide di venderlo, il conduttore ha il diritto di prelazione nell’acquisto se ricorrono le seguenti condizioni. La vendita deve verificarsi entro la prima scadenza contrattuale. Il locatore deve infatti avere comunicato all’inquilino la disdetta per la prima scadenza (ad esempio entro i primi quattro anni), manifestando la volontà di vendere l’immobile a terzi. La legge consente infatti al proprietario che intenda vendere l’immobile a terzi e non abbia la proprietà di altri immobili a uso abitativo, oltre a quello eventualmente adibito a propria casa, di non rinnovare il contratto di locazione a decorrenza della prima scadenza. Il diritto di prelazione del conduttore è una sorta di compensazione riconosciuta all’inquilino per non avere goduto dell’immobile per il secondo periodo di decorrenza. La comunicazione da parte del locatore della volontà di vendere l’immobile, deve essere completa ai fini della valutazione da parte del conduttore in merito alla convenienza dell’acquisto dell’immobile locato, con l’identificazione del bene e l’enunciazione del prezzo che il conduttore dovrebbe versare. Il conduttore deve esercitare il diritto di prelazione entro il termine di sessanta giorni dalla ricezione della comunicazione, manifestando questa sua intenzione con atto notificato al proprietario a mezzo di ufficiale giudiziario, offrendo condizioni uguali a quelle comunicategli. La prelazione non spetta però se gli acquirenti sono il coniuge del proprietario o i suoi parenti entro il secondo grado; in questo caso il conduttore non potrà avanzare il diritto di prelazione.


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