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Beffati due volte
Carpi | 19 Maggio 2017

Sono a dir poco furiosi i residenti e i professionisti che vivono e operano tra le vie Nuova Ponente e Orazio Vecchi. Nell’area verde adiacente alle loro abitazioni, come annunciato in occasione della visita papale, dal vescovo Francesco Cavina, verranno realizzati i nuovi uffici della Caritas e uno spazio da adibire a dormitorio per gli uomini in difficoltà economica e i padri separati sul lastrico. “E’ uno scempio: con tutto lo spazio che c’è, proprio qui dovevano costruire? Perché cementificare un’area verde anziché ristrutturare uno dei tanti spazi dismessi che esistono in città?”, si domandano  i residenti. E, ancora, “la Diocesi di Carpi spenderà quasi 500mila euro per fare un’opera che, seppur nobile, deturperà il poco territorio verde cittadino e sottrarrà ulteriori parcheggi, già in numero insufficiente. Non sarebbe meglio pensasse alle tante chiese ancora chiuse a cinque anni dal sisma? Per non parlare degli edifici che ospitano l’istituto Nazareno: stanno letteralmente cadendo a pezzi”. Malgrado la veemente reazione di chi vive e lavora nella zona, poco potrà essere fatto. Il sindaco Alberto Bellelli, dal canto suo, ha ribadito come “il Piano particolareggiato del 2001 stabilisca che quell’area sia destinata a servizi religiosi  e non a verde pubblico e che il terreno è di proprietà della Curia”. Ergo, il primo cittadino ha le mani legate e il vescovo, anch’egli interpellato dai residenti non ha fatto una piega: “cercheremo di arrecarvi il minor disagio possibile, ma il progetto si farà”. Senza se e senza ma. “Dov’era la Curia quando l’area doveva essere sottoposta a manutenzione? Da oltre 15 anni ci prendiamo cura del verde e adesso vogliono sottrarcelo, tra l’altro erigendo una torre campanaria di 13 metri! Non è ammissibile. La Diocesi sapeva che saremmo insorti e, per tale motivo, si è ben guardata dall’informarci… Nessuno ci aveva detto nulla di tale progetto nemmeno al momento dell’acquisto delle nostre abitazioni: una vergogna”.  I proprietari, beffati due volte, sono ora disposti a unire le forze “per riscattare l’area”. Vedremo cosa risponderà il vescovo.

Jessica Bianchi 


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