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I grandi dovrebbero prendere esempio…
Carpi | 19 Maggio 2017

L’atmosfera, particolarmente formale, è sottolineata dall’abbigliamento scuro ed elegante degli studenti che si attengono al rigido cerimoniale delle istituzioni, ricalcandone anche il linguaggio: non si applaude e per ottenere la parola si espone il cartello che riporta il proprio nome. “Dal 1996 sono gli studenti stessi, in modo volontario e non per obblighi scolastici – spiega la docente Daniela Guaitoli, referente del Meucci insieme a Claudia Sighinolfi - a mantenere vivo il Mep, Model European Parliament, facendo di questa esperienza un momento di crescita”.  Carpi è diventata sede del Parlamento Europeo degli studenti accogliendo più di cento ragazzi nei giorni 2, 3 e 6 maggio per la fase regionale del progetto Mep.
A simulare una sessione dell’assemblea generale all’interno dell’Auditorium San Rocco, sabato 6 maggio, c’erano 110 delegati di tredici scuole dell’Emilia Romagna: studenti delle classi terze degli istituti superiori di Carpi (Fanti e Meucci), Modena, Cento, Ferrara, Reggio Emilia e Prato.
Lavorare all’interno delle otto commissioni (Affari esteri, Sicurezza e difesa, Sviluppo…), approfondire le tematiche attraverso una documentazione approfondita, elaborare risoluzioni per rispondere alle problematiche, imparare a fare sintesi di opinioni diverse, arrivare a parlare con una voce sola davanti a tutti: è in questo che si sono cimentati gli studenti prendendo coscienza dell’istituzione di cui fanno parte, l’Unione Europea.
“Chi ha partecipato negli anni passati – spiega la docente Rosa Muscaridola, referente del Liceo Fanti insieme a Paola Marzetti – torna e si rende disponibile con un ruolo di maggiore responsabilità diventando chair e presidente”.
Tutto si svolge come se si trattasse davvero di una seduta del Parlamento Europeo: il presidente di turno sottolinea con solennità ogni momento e richiama l’assemblea quando necessario.
Quando tocca alla Commissione Affari Esteri presentare la risoluzione Sulla negoziazione e l’attuazione della Brexit, il portavoce si alza ed espone la risoluzione in cui, come richiesto, sono indicate le priorità e le prospettive del Parlamento Europeo sui principali punti di negoziazione, con particolare riferimento alla libera circolazione delle persone perché “anche se – si legge nella traccia - i negoziati sulla Brexit sono guidati, ciascuno per le proprie competenze, dal Consiglio, dalla Commissione Europea e dall’Alto Rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, e il team di negoziatori agisce in base alle linee guida fissate dal Consiglio Europeo, l’accordo finale deve avere anche il consenso del Parlamento Europeo”.
A qualcuno dei nostri parlamentari farebbe bene essere qui per guardarli e apprezzarne la passione, la professionalità, il rispetto per l’istituzione e la determinazione.
Sara Gelli


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