Iscriviti alla newsletter

Sfoglia il giornale ovunque tu sia e in qualsiasi momento, iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana Tempo sulla tua e-mail.

×
Una valigia di sogni
Carpi | 18 Maggio 2017

Nel Cortile d'onore di Palazzo Pio domenica 21 maggio alle 17 va in scena lo spettacolo sul tema dell'emigrazione con Maria Giulia Campioli e Elisa Lolli. Con le musiche e le canzoni originali dei Tupamaros, suonate dal vivo da Stefano Garuti e Francesco Grillenzoni. E la speciale partecipazione di Giovanni Taurasi

“Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei proprio sogni.” Eleanor Roosevelt 

Ci sono sogni ad oggi aperti e sogni ad occhi chiusi, ci sono valigie stracolme per viaggi brevi e valigie striminzite per partenze senza ritorno, ci sono i sogni dei giovani che pensano al loro futuro e quelli degli anziani che ricordano il passato. Ci sono tante voci che si rincorrono nelle nostre vite, e ci sono tanti luoghi lontani in cui non siamo stati mai. Si parte, o si resta, per lavoro, per esperienza, per missione, per amore, per paura... Ognuno di noi ha radici e ali. E sceglie quando e come spiccare il volo.  Qualunque sia la destinazione, il mondo di oggi  è sempre più meticcio, colorato, ricco di suoni e accenti insoliti, profumato di spezie antiche, anche se disegnato con skyline futuristici... L'Italia non fa eccezione, e anche la lingua si evolve: alcune parole, mai sentite fino a pochi anni fa, fanno ormai parte della nostra cultura: dal guacamole al cous cous, dallo shiatsu al kebab… eppure coloro che ce le hanno donate spesso ci rimangono estranei. Tutti rientrano nella grande categoria degli immigrati. Ne sentiamo parlare al telegiornale, alla radio, sui quotidiani. Cinesi, ucraini, senegalesi, marocchini, albanesi, riempiono le agende politiche e i discorsi da bar… quasi come se la “questione immigrazione” fosse una delle piaghe degli ultimi 20 anni a cui ancora non si è trovato rimedio. La verità però, è che le migrazioni per motivi religiosi, politici, di sopravvivenza esistevano già migliaia di anni fa, persino la Bibbia lo racconta. Da sempre l’essere umano parte verso l’ignoto alla ricerca di salvezza, libertà, ricchezza... intere popolazioni migrano alla ricerca di condizioni migliori per poter realizzare i propri sogni. E le parole del mondo si mescolano in una babele di lingue. Anche noi italiani siamo stati a lungo emigranti: povera gente imbarcata in terza classe verso il miraggio dell’America, o stipata nei treni diretti alle miniere del Belgio. I cantautori hanno dedicato canzoni a questi viaggi della speranza, gli stessi che ancora oggi affollano i barconi sul mediterraneo o i camion che attraversano la frontiera di notte a Gorizia.  I poeti hanno composto versi sui loro sogni e le loro sofferenze. Qualcuno ha scritto saggi, romanzi e racconti per narrare le loro storie. 

In questo spettacolo raduniamo parole, emozioni, statistiche, testimonianze,  canzoni. Un melting pot colorato e allegro che, una volta tanto, cerca di raccontare con leggerezza le storie dei vicini e dei lontani. Per generare conoscenza reciproca, empatia, comprensione. Per metterci in relazione, contro le facili catalogazioni e i pregiudizi.


Ultime notizie

Scarica l'App
Il giornale
in edicola
Sfoglia il giornale
Rubriche del Tempo
Altre notizie