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Gli Scutmàai: i soprannomi delle famiglie di Carpi
Carpi | 18 Maggio 2017

Gli Scutmàai: I soprannomi di famiglia un tempo molto in uso è il titolo del nuovo libro del carpigiano Mauro D’Orazi; volume che verrà presentato nell’ambito delle manifestazioni legate ai festeggiamenti del Patrono di Carpi, domenica 21 maggio, alle 11, presso la Libreria La Fenice.
L’ultima fatica di Mauro “Dorry” D’Orazi, scrittore e ricercatore di dialetto e tradizioni locali, è dedicato ai nomi, ai soprannomi e agli scutmàai, con proverbi e aneddoti davvero irresistibili. Qualche esempio?
T ii pròopria un Braghiròoli! (Sei proprio un Braghiroli!) che significa essere impiccioni, pettegoli, indisponenti e fastidiosi e deriva dell’epiteto dialettale braghéer (curioso, ficcanaso).
Fèer un lavóor a la carlòuna, ovvero svolgere un compito svogliatamente e senza impegno. Il modo di dire deriva niente meno che da Carlo Magno e dal suo nomignolo francese Charlon. Nei poemi cavallereschi, infatti, era descritto come persona semplice e alla buona.
“Parlare di scutmàai significa parlare di nomi di famiglie e quindi delle nostre tradizioni e del nostro dialetto, non solo quello di Carpi, ma di un’ampia area, dove gli usi e il linguaggio sono simili e spesso anche gli scutmàai si sovrappongono. Non si pensi - sottolinea D’Orazi, la cui opera ha richiesto ben sette anni di impegno per essere stampata - che Carpi abbia l’esclusiva degli scutmàai; infatti, dopo anni di raccolta di dati, ho trovato ricchi elenchi di soprannomi di famiglia di numerosi comuni vicini, così ho pensato di pubblicare, oltre ai nostri, anche quelli degli altri tre Comuni dell’Unione Terre d’Argine. Un’operazione di approfondimento e confronto mai tentata prima. Tantissime persone hanno contribuito a integrare gli elenchi e a controllarli. Ancora una volta la costruzione del mio libro è stata corale; un metodo per me fondamentale per trovare più tracce possibili, grazie alla memoria e ai ricordi della gente.
D’Orazi ci tiene poi a sottolineare che gli scutmàai si differenziano in modo netto dai sovranòmm (o sovernòmm): “i veri scutmàai di famiglia nella tradizione carpigiana erano presenti una volta a centinaia e oggi solo in piccola parte sono conosciuti. Stavano a indicare e a distinguere le gentes carpigiane con lo stesso cognome, mentre i soprannomi designano semplicemente, ancor oggi, una caratteristica di qualcuno: lavoro (al Biici per chi è stato meccanico di bicicletta), caratteristiche fisiche (al Ròss), provenienza (al Mantvàan)… Poteva però anche capitare che il perpetuarsi di tali qualità e l’uso permanente portassero a trasformare il semplice soprannome in un vero e proprio nome di famiglia col passare delle generazioni”.
Qualche esempio di scutmàai di Carpi?
Adani - Sapètt - Zappetti; Andreoli - Cuntèerd - Contardi; Barbieri - Barbiróol -Barbiroli!
“Quando mi è stato possibile - aggiunge D’Orazi - ho inserito delle persone conosciute, come ad esempio il sindaco di Carpi, la cui famiglia viene da Migliarina, che di scutmàai fa orgogliosamente Trivlèin (Trivellini)”.
Prezioso nella fase di ricerca anche Attilio Sacchetti, recentemente scomparso, “i figli - rivela l’autore - mi hanno permesso di utilizzare il suo lavoro e il libro è dedicato alla sua memoria: un grande carpigiano innamorato della sua città”. Il libro si conclude poi con una galleria di personaggi carpigiani “speciali”: Mezzanotte, la Marina, Pipi… persone amate e conosciute che sono rimaste nella memoria collettiva di tutti noi.
J.B.


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