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Oltre i nomi, le storie…
Carpi | 17 Maggio 2017

I nomi di Fossoli 1942-44. Dalla banca dati alla ricerca in archivio è il nome di un innovativo percorso di studio e lavoro didattico intrapreso dalla Fondazione ex Campo Fossoli in collaborazione con l’Archivio di Stato di Ferrara e la classe 3G del Liceo scientifico A. Roiti della città estense. Un progetto virtuoso che dimostra come sia possibile fare didattica d’archivio, tra buone pratiche di ricerca documentaria di rete e risorse digitali del patrimonio. “Questo progetto didattico, al quale teniamo moltissimo - sottolinea la direttrice della Fondazione, Marzia Luppi - è inserito nell’iniziativa regionale Quante storie nella storia - Settimana della didattica in Archivio e prende le mosse da una ricerca della Fondazione presentata nel 2015, I nomi di Fossoli, riguardante la costruzione e la messa in rete di una banca dati delle persone transitate a Fossoli dal 1942 al 1944. Banca dati frutto di una lunga ricerca, durata oltre quattro anni, che ha coinvolto numerosi  ricercatori italiani”.
Grazie alla preziosa collaborazione con l’Archivio di Stato di Ferrara e il Liceo Roiti, un gruppo di ragazzi ha esaminato, nel corso di quest’anno scolastico, una settantina di fascicoli di deportati ferraresi internati a Fossoli (di cui 24 sconosciuti alla banca dati della Fondazione): “i ragazzi si sono dedicati alla lettura dei fascicoli, raccogliendo la documentazione di persone che sono sì inserite nella nostra banca dati ma di cui possedevamo soltanto il nome, la data di nascita e il giorno di arrivo al campo. Grazie a questa ricerca potremo invece dare uno spessore biografico, ricostruire il percorso umano di quelle figure e andare così oltre il salvataggio del solo nome”, prosegue Marzia Luppi.
Un progetto dalla duplice importanza: da un lato, infatti, consente alla Fondazione di dare maggiore completezza, per la parte ferrarese, all’anagrafe del campo e, d’altro canto, dà agli studenti l’occasione di lavorare su materiale documentario, offrendo loro la possibilità di ricostruire le storie di concittadini nati nella provincia di Ferrara durante la seconda guerra mondiale, arrestati e internati nel Campo di polizia e transito di Fossoli prima d’essere deportati nei lager d’Europa.
“Un passo alla volta - spiega la direttrice - stiamo costruendo qualcosa di davvero bello, un progetto di carattere storico ma dalla grande valenza civile: un vero e proprio metodo di lavoro che speriamo possa tradursi anche in una futura collaborazione con altri Archivi di Stato, a partire da quelli della nostra Regione: da Modena a Parma, a Bologna”. Questa, infatti, è soltanto la prima tappa e il lavoro non si fermerà di certo, poiché la Fondazione “firmerà una convenzione con l’Archivio di Stato di Ferrara e il Liceo Roiti affinché il percorso di ricerca possa proseguire negli anni futuri. In questo modo altri studenti potranno completare l’opera iniziata dai loro compagni: il materiale non manca”, sorride Marzia Luppi.
Il progetto vedrà poi la realizzazione, nell’autunno prossimo, di una Mostra on line, realizzata mediante il software Movio messo a disposizione dal Mibact che ha anche fornito il supporto tecnico e informatico all’iniziativa. La mostra on line, che si avvarrà delle tante biografie e percorsi di vita insieme a un ingente apparato documentario, è stata concepita come un percorso permanente ma implementabile. “Confidiamo d’essere riusciti ad avviare un progetto pilota: un sasso nello stagno i cui effetti speriamo possano allargarsi a una platea di soggetti sempre più ampia, per arrivare così a un pubblico vasto e variegato”, conclude la direttrice della Fondazione Fossoli.
Jessica Bianchi

 


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