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“Un patrimonio da tutelare”
Carpi | 15 Maggio 2017

Era il 1933 quando circa 40 piccoli allevatori crearono la società agricola cooperativa Oratorio San Giorgio. Tutti piccoli allevatori locali che inizialmente fondarono il caseificio in via Guastalla, per trasferirlo dopo pochi anni nella sede che ormai tutti conosciamo: in via delle Nazioni Unite a Santa Croce di Carpi, a fianco del secolare Oratorio eretto a San Giorgio.
Forse è grazie anche alla protezione del Santo che ogni giorno, da oltre 80 anni, si ripete ciò che si può considerare un miracolo della natura: la produzione del Parmigiano-Reggiano.
Una tradizione che oggi viene portata avanti con passione dagli 8 soci che producono insieme 33mila quintali di latte all’anno, tutto proveniente dai loro allevamenti stanziati nel raggio di 4 chilometri, per la realizzazione di 6mila forme di Parmigiano.
“Sono passati 50 anni da quando mio padre ha iniziato a portare il latte alla cooperativa. Il nostro caseificio - racconta Emilio Cavazzuti, vicepresidente del Caseificio Oratorio San Giorgio - è rimasto uno dei pochi nella zona, probabilmente aiutato anche dalla posizione strategica a poche centinaia di metri dall’uscita Carpi dell’autostrada del Brennero. Sono tanti quelli di passaggio che non rinunciano a fermarsi per portarsi a casa un pezzo di Parmigiano, una vaschetta di ricotta fresca o un po’ di panna cotta”.
Il Caseificio San Giorgio non è soltanto tradizione, ma anche innovazione e sguardo puntato al futuro...
“Continuiamo a resistere nonostante la crisi e a investire per migliorarci. Nel 2012, già prima del terremoto, abbiamo deciso di ristrutturare, realizzando in due anni il nuovo negozio per la vendita al dettaglio e il nuovo magazzino per la stagionatura.  Un investimento che abbiamo voluto fare soprattutto per i nostri figli, fornendo loro strumenti moderni e tecnologici per il miglioramento del lavoro di caseificazione, pur lasciando il posto di rilievo all’elemento che lo contraddistingue: l’uomo con il suo lavoro e la sua esperienza”.
Quali sono i vantaggi dell’essere una cooperativa?
“L’essere una cooperativa fa sì che la diversità e la pluralità degli allevamenti conferenti latte mantenga costante l’andamento e l’alta qualità della produzione. Inoltre, noi allevatori siamo sempre alla ricerca del miglior bestiame, con capi che garantiscono un alto apporto proteico e la giusta percentuale di grasso. Il 60% della produzione complessiva di latte proviene da stalle a stabulazione libera in cui le mucche sono libere di muoversi senza essere alla catena, né chiuse in batteria, nutrendosi con un’alimentazione sana e bilanciata”.
Quale futuro per il Parmigiano-Reggiano?
“Il Parmigiano-Reggiano è uno dei prodotti agroalimentari di punta della nostra regione. Un vero e proprio patrimonio storico-gastronomico da tutelare, che ha tutte le carte in regola per essere valorizzato ancor di più sul mercato mondiale.  
Noi allevatori ce la mettiamo tutta, e speriamo, con l’appoggio delle istituzioni, di aumentare l’esportazione all’estero, perché il Parmigiano-Reggiano è un’eccellenza che può essere sempre più una risorsa economica nonchè un’attrazione turistica”.
Chiara Sorrentino


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