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Settimana corta: il Comune dice no a mensa e trasporti
Carpi | 11 Maggio 2017

ambiano le facce ma restano le medesime preoccupazioni: che tipo di impatto avrà la settimana corta sul benessere dei ragazzi e sull’organizzazione familiare? Se non si potrà contare sul servizio di trasporto scolastico, come farà chi lavora? Senza la possibilità di accedere alla mensa, che tipo di conseguenze ci sono sulla salute? Sono diversi i genitori, in maggioranza mamme e papà di studenti delle Margherita Hack, che si presentano all’incontro, venerdì 5 maggio, e aumenta il numero di coloro che si interrogano sulla proposta di introdurre la settimana corta nelle scuole medie (Hack e Focherini) concentrando le trenta ore settimanali dal lunedì al venerdì per restare a casa il sabato.
A mettere nero su bianco le criticità, in una lettera indirizzata al preside Tiziano Mantovani, è stata Stefania Gasparini, assessore all’Istruzione del Comune di Carpi, sottolineando che “non è stata considerata con specifica attenzione la ricaduta della decisione presa sull’organizzazione complessiva dell’offerta educativa e scolastica del territorio di Carpi, sull’insieme di servizi offerti alle famiglie e, in generale, sulle politiche scolastiche territoriali di competenza dell’Ente locale”. Seguono le considerazioni tecniche che documentano la difficoltà di predisporre un servizio di trasporto scolastico diverso alle medie Hack rispetto alle altre scuole e le modifiche rilevanti in termini di costi.
“Per quanto riguarda il servizio di refezione scolastica che si renderebbe necessario per i due rientri pomeridiani si tiene a precisare quanto segue. Là dove ci sia un consumo di pasti all’interno dei locali scolastici non di competenza dell’ente locale esso deve essere attivato sotto la piena gestione e responsabilità dell’istituzione scolastica, nel rispetto delle normative vigenti. L’eventuale notifica all’Ausl dell’attivazione di tale servizio dovrebbe comunque essere intestata all’istituzione scolastica”.
Le conclusioni dell’assessore Gasparini sono molto chiare: “qualora venisse modificato l’orario scolastico a partire dal prossimo settembre 2017, l’Amministrazione non potrà assicurare servizi aggiuntivi”.
Aumentano così inevitabilmente le perplessità dei genitori della Scuola media Hack che si attendevano chiarimenti dalle assemblee per presentare la ‘settimana corta’ convocate dal preside Mantovani nelle giornate del 26 e 27 aprile scorsi e poi annullate.
Nel pieno rispetto dell’autonomia scolastica, l’Ufficio scolastico provinciale, l’ex Provveditorato, non si può pronunciare nel merito della settimana corta ma, sebbene la decisione spetti al Consiglio d’Istituto, valuta opportuno che a esprimersi sia il collegio docenti, sebbene con un parere non vincolante. In base alla verifica condotta su richiesta del settimanale Tempo, risulta che, attualmente, la settimana corta sia già in vigore in 6 scuole medie su 56 in provincia di Modena: Paoli e San Carlo a Modena e nelle scuole medie dei comuni montani di Sestola, Polinago, Fiumalbo e Montese.
Sara Gelli


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