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Una storia che profuma di buono
Carpi | 04 Maggio 2017

Quella della carpigiana Lavinia Davolio, poco più che trentenne, è una storia che profuma di buono. Di dolci praline dai golosi ripieni. Il suo è l’esempio di come sia possibile coltivare un sogno e realizzarlo. Lavinia ha completamente rivoluzionato la sua vita e, passo dopo passo, spinta da un inguaribile ottimismo e tanta determinazione, ce l’ha fatta. Nella capitale inglese ha deciso di ripensarsi, dando forma e colore alla sua passione più grande, quella per il cibo e i dolci. Da vera “golosona”, come lei stessa si definisce sorridendo, Lavinia ha creato il marchio Lavolio Boutique Confectionary e la sua avventura nella City è oggi costellata di dolcissime soddisfazioni.
Dopo una laurea alla Bocconi e anni di lavoro in ambito finanziario qual è stata la leva che ti ha spinta a rivoluzionare completamente la tua vita?
“Dopo l’esperienza di nove anni in banca la mia idea iniziale era quella di entrare nel campo della ristorazione data la mia passione per la cucina. Ho fatto quindi un corso da chef, ma poi le ricerche di mercato mi hanno portato a puntare sulla creazione e produzione di un prodotto di qualità e innovativo, con l’obiettivo di portare il Made in Italy nel mondo. Ho deciso di concentrarmi su un settore scalabile, di nicchia, dove ci fosse spazio di crescita, e anche grazie a una mia passione specifica per tutto ciò che è dolce, ho scelto il settore dolciario”.
Perché hai scelto di reinventarti nel settore dolciario?
“La cucina - e mangiare - sono da sempre due mie grandi passioni. Ho imparato a cucinare dalle nonne: molte ricette tipiche emiliane come la pasta fatta in casa e i tortelli. La mia specialità però sono le torte e i dessert. L’idea è quindi nata nella mia cucina, da dove ho iniziato a preparare diversi tipi di dolci italiani e a farli assaggiare prima a i miei amici e poi a venderli nei mercatini di Londra. Dato il successo di questi primi test, con l’aiuto di un pasticcere italiano, mi sono dedicata alla ricerca in Italia di ingredienti di qualità e di produttori artigianali. Alla fine del 2013 ho lanciato a Londra la mia prima linea di dolciumi con più di 30 gusti: raccolti in cinque diverse collezioni fanno leva su ingredienti selezionati come i pistacchi di Bronte, le nocciole del Piemonte D.O.P e le mandorle pugliesi”.
Qual è il tuo rapporto con i dolci? E il cibo in generale?
“Inutile dire che sono una golosona! Adoro cucinare, ma anche mangiare, in particolar modo i dolci”.
E’ stato difficile lanciare un marchio a Londra?
“Penso di essere stata avvantaggiata a non essere partita subito con un progetto imprenditoriale da ‘appena arrivata’ a Londra. Mi è stata utile l’esperienza degli anni precedenti passati in banca, un ambiente molto competitivo ed esigente, che si è dimostrata fondamentale per strutturare il mio nuovo business e non solo da un punto di vista finanziario. In meno di quattro anni dal lancio siamo orgogliosi di essere presenti in stabilimenti di grande pregio in Inghilterra quali Fortnum & Mason, Ascot, Partridges, tutti posti che riforniscono anche la famiglia reale inglese. I prodotti Lavolio sono disponibili in centinaia di negozi nel Regno Unito, in Europa, Asia e Medio Oriente e disponibili anche attraverso il canale online”.
Come descriveresti la tua linea di prodotti?
“I nostri prodotti sono piccole sorprese racchiuse in eleganti confezioni di latta, perfetti come regali o come dolcetti da gustare dopo cena”.
Quanto sono importanti l’artigianalità e la qualità dei prodotti?
“Sono fondamentali, in quanto ogni singolo dolce è unico, fatto a mano e diverso. Nel momento in cui si apre una scatola di Lavolio si può immediatamente capire che si tratta di prodotti artigianali  fatti con metodi e ingredienti curati e selezionati”.
I londinesi come hanno accolto i tuoi prodotti?
“Tantissime volte mi sono sentita dire “These are the most delicious sweets that I have ever tried” ed è proprio questo che ci ha permesso di crescere così in fretta, il fatto che i nostri clienti siano entusiasti dei nostri prodotti e siano i primi a sponsorizzarli”.
Pensi di implementare ulteriormente la tua attività?
“Nel mio carattere penso di avere due tratti fondamentali per fare l’imprenditrice: sono piena di idee e sono una inguaribile ottimista. I miei progetti sono di crescita, dall’esportazione in nuovi mercati all’aggiunta di nuovi prodotti nella nostra gamma. Tutti i prodotti Lavolio sono Made in Italy, siamo sempre alla ricerca di eccellenze italiane in accordo con la nostra filosofia di ingredienti selezionati e di metodi di produzione artigianale”.  
Oggi sei felice? E’ la strada giusta quella che hai intrapreso?
“Certo, anche se nel mio percorso da imprenditrice mi sento ancora solo all’inizio! Sto imparando tantissime cose ma so che i nostri clienti apprezzano la qualità degli ingredienti, l’accurato bilanciamento dei sapori e l’unicità di ciascun pezzo. Ascolto con attenzione le opinioni e i suggerimenti degli altri, chiedo spesso consigli a imprenditori con molta più esperienza di me e, con tanta pazienza, spero di far crescere questo progetto ambizioso. Ho fiducia nel marchio e spero di avere l’opportunità di farli assaggiare a sempre più persone in giro per il mondo”.
Hai un sogno nel cassetto?
“Un giorno mi piacerebbe scrivere un libro di cucina pieno di ricette di dolci italiani, presentati da me in chiave internazionale, un po’ come con Lavolio”.
La Brexit ti comporterà delle difficoltà?
“E’ ancora troppo presto per dirlo, anche se nel mio piccolo comporterà certamente delle ripercussioni. C’è ancora apprensione per il rischio politico ma le cose cambiano in fretta. Credo sia fondamentale mantenersi flessibili e pronti ad adattarsi”.
L’Italia ti manca? Pensi di farvi ritorno in pianta stabile o la tua vita ormai è nella capitale inglese?
“Sono nata a Carpi e la mia famiglia vive a Rio Saliceto, dove mio padre fa il veterinario. Ho una famiglia molto numerosa, sono la seconda di sei figli! Sono molto legata all’Italia e alla mia famiglia e grazie al lavoro torno spesso. Certo, per adesso la mia casa è a Londra ma in futuro si vedrà”.
Jessica Bianchi

 


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